Zagarolo Superiore Doc Tufaio 2009 (Cantina del Tufaio)

Cantina_del_Tufaio A cura di Fabrizio Vicari (Staff GustoVino)

Non sempre la sera si ha voglia di mettersi a cucinare, per quanta predilezione si abbia nel farlo, quindi ogni tanto si cerca una buona alternativa, ma sempre comunque provando a rimanere su buoni livelli di qualità, vista la mia personale passione per il buon mangiare ed il buon bere…

Una volta scoperto di avere a disposizione prodotti gastronomici atti a raggiungere i miei “alti scopi” per la cena devo quindi decidere quale vino può essere più adatto per “chiudere il cerchio”…
La scelta cade sull’ultima bottiglia di Zagarolo Superiore Tufaio 2009, della Cantina del Tufaio

Sono noti della sua produzione già lo spettacolare Brut Pas Dose (che “riposa” nella grotta di Tufo, ne abbiamo parlato qui), il Casale Tiberio (da Cabernet Sauvignon in purezza) ed il Tufaio Passito da Malvasia Laziale, piacevole compagno di fine pasto insieme alla pasticceria secca…

Per Claudio Loreti, titolare della cantina, la 2009 in particolare per i bianchi è stata una delle migliori annate degli ultimi anni…

Tufaio_BiancoIl vino, da uve tipiche della zona quali Malvasia del Lazio e di Candia, Bombino, Trebbiano con una piccola aggiunta di Sauvignon, a quasi 2 anni dalla vendemmia si presenta di paglierino leggermente scarico, con nuances ancora verdoline, ma comunque brillante e luminoso, mentre sulle pareti del bicchiere si nota una buona carica glicerica con archetti lenti e ben separati…
Al naso è molto intenso con profumi di fiori bianchi e gialli di ginestra; inoltre spicca la nota vegetale del sambuco tipica del Sauvignon, anche se in percentuale inferiore al 15% …
L’ingresso in bocca è morbido, con una buona acidità e soprattutto piacevolmente coerente con il naso; ottima complessità e struttura con alcol ben bilanciato e finale sapido di media-lunga persistenza…

Un vino che si sposa bene sicuramente con fritti e primi a base di pesce, anche elaborati e di buona struttura…

Per questo “nettare” ho a disposizione del formaggio di capra di media stagionatura del Caseificio “La Camosciata” situato a Campoli Appennino, in provincia di Frosinone (zona nota anche per i tartufi), azienda visitata recentemente, e dalla quale sono rimasto colpito per la bontà dei suoi prodotti…
Qui Loris Benacquista gestisce da una decina di anni questo giovane caseificio nel quale viene prodotta, tra gli altri, la “marzolina”, formaggio tipico della zona, che è il loro fiore all’occhiello!
Ci troviamo nel versante laziale del Parco Nazionale d’ Abruzzo, dove i pascoli si fanno spazio tra paesaggi montani, salendo a 1200 metri.
Durante la stagione estiva la marzolina si consuma fresca, ma dà il meglio di sé dopo la stagionatura che può arrivare a un anno: gusto pronunciato con tendenza al piccante senza mai diventare aggressivo.
Consiglio di visitare naturalmente l’azienda, ma i suoi formaggi si possono trovare anche a Roma, nei weekend ai Farmer’s Market di Testaccio e Circo Massimo.

CapraLa prima prova del mio abbinamento è con del formaggio ovviamente di capra, ma di media stagionatura dove l’unione con il vino stimola le note erbacee che si alternano ai toni “animali” del formaggio, da cui ne deriva una gradevole congiunzione di sapori, molto regionale e territoriale…

Di seguito la morbidezza del vino “carezza” inizialmente la sapidità di un prosciutto ben stagionato e saporito (prodotto sempre nella zona del caseificio), ma nel finale, l’acidità unita alla sapidità, sembra sbilanciare il tutto verso toni duri e non propriamente ideali per un “matrimonio d’amore”, come direbbe Veronelli…

Invece sembra raggiungere l’apice della piacevolezza quando il vino va a braccetto con la tendenza leggermente dolce di una torta rustica (“home made”) ben strutturata, a base di prodotti rigorosamente bio, di verdure, uova e ricotta di pecora…

Arriviamo quindi alla “marzolina” della quale accennavo in precedenza…Marzolina
Vino e formaggio non sembrano darsi “fastidio”, ma ognuno sembra andare per la propria strada per poi ritrovarsi e culminare in una sensazione molto gradevole e pulita…con la voglia, ed il “rischio”, di finire la bottiglia!

Ottima cena “fredda”, ma appagante dal punto di vista della qualità e dalle sensazioni gusto-olfattive, completata da un bel vino di cui, le circa 8.000 bottiglie prodotte nel 2009, anche in azienda sono purtroppo già finite, ma che potete ancora magari trovare ancora in qualche enoteca al costo di 10-12 euro, sinceramente un prezzo fin troppo economico, a mio giudizio, per questi livelli…

Infine, lo scorso weekend al “Roma Wine Festival” ho avuto l’occasione di assaggiare l’annata 2010, imbottigliata da poco, quindi ovviamente un po’ “scomposta”, meno profumi, ma più struttura e freschezza che fanno ben sperare per un medio-lungo invecchiamento, rispetto all’annata precedente, forse più immediata…
Consiglio quindi di iniziare a farne scorta approfittando, sicuramente a breve, di Cantine Aperte, la manifestazione che si svolgerà in tutta Italia nell’ultimo weekend di maggio…

CANTINA DEL TUFAIO
Zagarolo (Roma)
Tel/Fax 06/95.24.502
Cellulare 339/63.80.419

LA CAMOSCIATA
Campoli Appennino (Frosinone)
Tel. 0776/88.40.85
Cellulare 347/83.37.294 – 333/32.94.174

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