“Wine Spectator” analizza il Brunello di Montalcino 2004

Wine Spectator, una delle riviste di critica enologica che detta le tendenze del mercato mondiale, analizza il Brunello di Montalcino 2004 e lo fa attraverso gli assaggi di James Suckling, inviato speciale della testata a stelle & strisce per Italia, Bordeaux e Porto.
Il giornalista americano dà conto dei primi assaggi nel suo blog, nel sito della rivista (www.winespectator.com), cominciando così: “vi ricordate il grande 1997 e il 2001, così come il Brunello super 1999? Ebbene, il 2004 è qualitativamente di questa levatura, ma possiede uno stile diverso”.
Per Suckling il 2004 è un’annata “più rifinita e caratterizzata da profumi ben centrati, rispetto ai recenti millesimi e sarà assolutamente grande da bere, lasciandolo ancora due o tre anni in bottiglia”.
Ma Suckling dichiara di non essere certo del fatto che “il 2004 sia sul piano dell’eccellenza assoluta come il 1997 o 2001, anche se è un’annata caratterizzata da molti vini eccellenti”. Il critico di Wine Spectator ha assaggiato 25 Brunello, trovandone “tre o quattro da 90 punti e oltre. Questo in linea con quanto era accaduto per il 1997 e il 2001”, ma con la differenza – puntualizza Suckling – che in quei millesimi aveva trovato vini “anche da 100 punti”.
Il giornalista dichiara di essere rimasto molto “impressionato dai vini prodotti dalle numerose e piccole realtà produttive a conduzione familiare, che hanno raggiunto livelli qualitativi molto alti”, sempre fra i primi nei suoi assaggi, e, i suoi produttori preferiti “come Casanova di Neri e Valdicava, naturalmente”, non lo hanno “deluso come al solito”.
Secondo il giornalista americano, la chiave di volta qualitativa dell’annata 2004 è stata quella di effettuare due o tre “vendemmie verdi”, per garantire l’optimum di maturazione ai grappoli migliori. “Madre Natura non ha lavorato come nel 1997 o nel 2001 – aggiunge – quando una primavera particolarmente rigida aveva fatto selezione. Comunque – conclude Suckling – se amate il Brunello, il 2004 sarà un millesimo certamente da approfondire”.

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