Vino Nobile Montepulciano adegua disciplinare

Rendere piu' identitario il prodotto, raggiungere un equilibrio qualitativo, interpretare al meglio le microzone di produzione per esaltare le caratteristiche organolettiche, stringere un patto con il consumatore attraverso la trasparenza del percorso di produzione.
Sono alcuni degli obiettivi che hanno spinto il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ad adeguare il Disciplinare di Produzione del Vino Nobile di Montepulciano che dal 1966 aveva subito l'ultima modifica nel 1999.

''Mantenere il nuovo disciplinare nell'alveo dei disciplinari storici di Montepulciano – spiega il presidente del Consorzio, Federico Carletti – resta uno dei punti di partenza di questo lavoro di modifica, insieme al preservato concetto di qualita' e territorialita' che deve continuare ad essere il valore aggiunto del nostro vino. L'identita’ di Montepulciano si riconoscera' sempre piu' da quel che sara' nelle bottiglie di Vino Nobile, senza percio' inseguire le variabili tendenze del mercato''.
Gli adeguamenti del disciplinare di produzione del Vino Nobile di Montepulciano riguarderanno diversi aspetti, a partire dal ridimensionamento del ruolo del 'Canaiolo' in quanto non risulta il vitigno di riferimento per la produzione del Nobile. Limitato ad un massimo del 5% l'uso delle uve bianche per il Nobile, ormai una pratica da tempo abbandonata per la produzione dei rossi locali, ma necessaria per la produzione del prezioso Vin Santo di Montepulciano.
Resta invariata la percentuale minima di Sangiovese (detto Prugnolo Gentile a Montepulciano, il vitigno principe del territorio e che nel primo disciplinare degli anni '50 era previsto tra il 50 e il 70%), con un minimo del 70% fino a un massimo del 100%. Sono semplificate le norme che disciplinano l'utilizzo di vitigni complementari, lasciando cosi' maggiore flessibilita' ai produttori negli anni a venire, in quanto e' convinzione del Consorzio che a connotare il vino a Montepulciano debbano essere sempre piu' il territorio, la serieta' dei produttori e la trasparenza verso la clientela. (Asca)

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