Vino in polvere per trekking e gelato degli astronauti

Costa 3.95 per 200 dl e te lo puoi portare nello zaino per le scarpinate estive o lunghe sciate invernali: è vino rosso, soltanto che è in polvere. L’idea è di una società tedesca, Trekn’t eat, specializzata, come recita l’home page del sito, in cibo per la vita all’aria aperta. Sul sito si può comprare anche cibo hitech, sostituti dei pasti a base di minerali da allungare con acqua. Non si sa nulla di più di questa società, né quanti clienti abbia.

Il vino in polvere, nelle due versioni, estiva e invernale (Glühwein) è contenuto in un sacchettino di alluminio e plastica, pesa solo 60 grammi e una volta allungato con acqua dà vita a una bevanda di 8,5% alcolici: “vino per gourmand che chissà cosa darebbero per un bicchiere di rosso una volta arrivati in cima alla vetta”, recita la nota esplicativa. Sarà, ma questo prodotto ricorda invece i cibi per gli astronauti, quelli che tutti i turisti in visita alla Nasa comprano e portano a casa: a partire dal gelato disidratato, che sembra un paradosso. Trucioli, acidi, gomma arabica, carbone, Il mercato è invaso dal vino Lego. Il vino che si monta con tanti diversi mattoncini: un po’ di tannino, meno zuccheri, più legno e tanta fantasia. Costruito a tavolino, nei grandi stabilimenti industriali, e non importa né dove né come è cresciuta l’uva. Né dove lo si fa. Basta l’etichetta, magari di provenienza italiana, e poi lo si manda in giro per il mondo, magari in Svezia o Norvegia. Venduto a due soldi alle giovani generazioni che ancora devono affinare il palato. Trend che si sono affermati in altri paesi, come l’Australia e la Nuova Zelanda. E che hanno preso piede anche nell’Ue con il rischio di tagliare fuori dal mercato mondiale uno degli asset dell’economia italiana: i grandi marchi della viticoltura italiana, legati al territorio, la vera filiera capace di garantire la diversità e tipicità, e che proprio nei giorni scorsi al Vinexpo di Bordeaux si sono visti riconoscere la loro fatica: sono stati celebrati come i migliori del mondo dalla stampa d’Oltralpe. (La Repubblica – Affari&Finanza)

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