Vino fasullo, inizia il processo per sei persone

Rinvio a giudizio per i falsificatori di vini pregiati
La Procura ha richiesto il rinvio a giudizio per cinque italiani e una lituana
La prima udienza preliminare che vede imputate sei persone inizia domani (mercoledì 18 marzo). Il giudice Raffaella Poggi deciderà per il rinvio a giudizio, richiesto dalla Procura della Repubblica, per cinque italiani e una lituana accusati dei reati di associazione a delinquere, frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti con segni falsi, contraffazione di marchi e di segni distintivi. Le indagini delle Forze dell’Ordine e dei Nas di Alessandria erano partite per una segnalazione di un produttore di Barolo che, in un supermercato di Copenaghen, aveva visto una bottiglia di Barolo denominata “Cascina Valpinota”, nome di fantasia. Le indagini hanno portato all’identificazione di V.C. di Asti, l’organizzatore e coordinatore della truffa, di G.G. che acquistava il vino sfuso e materiale per le operazioni, di due titolari di aziende agricole (M.C. di San Damiano d’Asti e M.D. di Canale), di G.T. di San Martino Alfieri per aver concesso i locali di imbottigliamento, e della lituana L.P. che si occupava della vendita del vino fasullo all’estero. Sono stati falsificati vini quali Barolo, Barbera, Nebbiolo, Arneis, Chianti, Brunello di Montalcino, Amarone della Valpolicella, abbinati a nomi di fantasia e a marchi di cantine pregiate per invogliare i clienti all’acquisto. Sono anche state falsificate un centinaio di bottiglie di grappa “Levi”: V.C. avrebbe disegnato copie perfette delle famose etichette. Un giro di bottiglie consistente: circa 100 mila, vendute in Germania e Danimarca, con tanto di contrassegni di Stato contraffatti. (Fonte Grandain)

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