Vinceremo la battaglia in difesa dei vini rosati tradizionali

“La battaglia a sostegno dei rosati tradizionali italiani contro l’ipotesi europea di consentire la realizzazione di vini di colore rosa mediante il taglio di vini da tavola bianchi e rossi, ha ora un leader di primo piano: il Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia”. Ne è convinto il Consorzio del Bardolino che ieri in Veneto ha incontrato il Ministro Luca Zaia.
“Sulla questione dei rosati – ha affermato Zaia, stando ad una nota stampa del Consorzio del Bardolino – la posizione italiana è chiaramente orientata alla tutela del vino rosé tradizionale. In materia c’è piena condivisione fra Italia e Francia e contiamo di vincere questa battaglia. Sui temi agricoli ed enologici, anche a livello europeo, siamo dalla parte dei produttori. L’investimento nel settore vinicolo resta strategico. Le produzioni identitarie, le doc, le docg, le igt del vino, sono un valore che vogliamo e dobbiamo tutelare”.
Sulla stessa linea il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Aldo Brancher, che ha accompagnato il ministro Zaia nell’incontro con i vertici del mondo produttivo del Bardolino: “la difesa del vino rosato tradizionale – ha detto Brancher – è importante per questo territorio, così come per tutto il settore vinicolo italiano. Oltretutto, il comparto del Bardolino ha vissuto negli ultimi anni momenti di difficoltà, ed ora grazie al Chiaretto sta ritrovando slancio”.
Un ringraziamento al deciso intervento del Ministero in favore dei rosé della tradizione è arrivato dal presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi, che ha ricordato come il Ministro Zaia avesse espresso il proprio sostegno già a Vinitaly, quando il Consorzio, insieme a quello bresciano del Garda Classico, lanciò una petizione in favore del Chiaretto, sottoscritta da 1.500 produttori, giornalisti e appassionati.
Il Bardolino Chiaretto rappresenta in questo momento il vino di punta, sotto il profilo dei trend commerciali, del mondo vinicolo dell’area del Garda, avendo raggiunto nel 2008 un venduto di 65.000 ettolitri (8,7 milioni bottiglie), con un incremento annuo del 14,7% (la variazione nel biennio 2008-2006 è addirittura del 41,5%). L’avvio del 2009 aveva subito mostrato una flessione, complice la crisi finanziaria internazionale, ma la ripresa del Chiaretto è iniziata in febbraio, ed ha poi schiacciato il piede sull’acceleratore in marzo/aprile, quando il trend delle vendite aveva mostrato incrementi dell’85% e del 24%, che rappresentano indici di sviluppo assolutamente in controtendenza sulla criticità del momento. (WineNews)

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