Via libera in tutta la UE alla vendita dei vini sperimentali, presto ok anche i miscugli?

Salta il divieto di vendere i vini sperimentali solo nel Paese dove sono prodotti: evoluzione o involuzione?
Salta il divieto di commercializzare i vini frutto di pratiche sperimentali esclusivamente nel Paese dove sono prodotti. A stabilirlo è il recente regolamento Ue n. 981/2008, che permette ai vini sperimentali di essere venduti in tutta l'Unione europea, a patto però che la pratica enologica di cui sono il risultato sia già raccomandata e pubblicata dall'Oiv.

Via libera quindi, tra gli altri, ai vini dealcolizzati con la tecnica dello "spinning cone column" (colonna a coni rotanti), consentita dall'Organizzazione parigina e di cui per ora si fa uso a titolo sperimentale in Francia e Spagna. Paesi che ora – sempre nel limite dei 50.000 hl annui e per esperimento previsto dal reg. 423/2008 sulle pratiche enologiche – potranno vendere anche in mercati che fanno sempre più richiesta di vini a minor grado alcolico, come quello britannico. Proprio in Gran Bretagna, nei mesi scorsi, la Wine and spirit trade association, associazione che riunisce il gotha del settore alcolici, aveva chiesto una deroga alla Commissione Ue su tale pratica. Deroga che alla fine è arrivata.
Inoltre l'Unione Europea ha recentemente aperto le porte ad una proposta di regolamento che consente i miscugli ottenuti da vini provenienti da diversi Paesi comunitari proprio nel momento in cui la vendemmia 2008 fa prevedere il sorpasso dell'Italia sulla Francia. La proposta prevede la possibilità di etichettare con la dicitura generica “vino comunitario” che potrà essere utilizzata per camuffare sotto noti marchi aziendali di uno stato vini provenienti in realtà in tutto o in parte da altri paesi dell'Unione.
In sostanza diventerebbe possibile importare vino sfuso a basso costo da altri paesi meno vocati nella produzione per miscelarlo con quello nazionale per poi venderlo sotto marchi aziendali Made in Italy, magari riportando con grande evidenza in etichetta anche il nome del vitigno che richiama a produzioni territoriali di fama, come previsto dalla recente riforma dell'organizzazione comune di mercato. (FocusWine e Coldiretti)

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