Un progetto con le scuole per educare i più giovani al gusto…

Diffondere la cultura del buon vino per combattere l’abuso di alcol. È questa, secondo Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini (la federazione di produttori esportatori e importatori italiani di vini, liquori e affini) , la strada per sensibilizzare giovani e giovanissimi a un rapporto responsabile con le bevande alcoliche.
Sempre più spesso l’Italia viene proposta come nazione guida per una cultura del bere consapevole e portabandiera di uno stile da esportare nei Paesi anglosassoni. Pensa sia possibile?

“Quello italiano è un modello che ha già in sé le soluzioni all’abuso di alcol. È quello più solido perché è uno stile di vita consolidato, come conferma la candidatura della dieta mediterranea a patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco. L’Italia potrebbe essere guida ed esempio per lo stile anglosassone ma il problema è far recepire il messaggio, far scoprire a Paesi con usi e costumi così diversi dai nostri la validità di un modello simile, anche se si tratta di nazioni dove i nostri prodotti sono apprezzati e funzionano davvero molto bene”.
Avete mai pensato a un progetto di sensibllizzazione da organizzare e promuovere in collaborazione con scuole superiori e istituzioni?
“Abbiamo già preso contatti. È un progetto a cui stiamo lavorando perché e’è bisogno di una educazione al gusto. E una educazione del genere non può non essere legataa un ritorno ai valori della famiglia e della scuola, soprattutto quando si tratta di ragazzi con un’età compresa tra 16 e 18 anni, quelli più “problematici” a causa dei continui cambiamenti che vivono, sia psicologicamente che fisicamente”.
Come sta reagendo il settore di vino e alcolici ai venti di crisi che in questi mesi soffiano sull’economia ? “La crisi si sente ma il settore sta reggendo bene, anche perché l’Italia ha il vantaggio di avere una carta dei vini molto ampia e con una forte distintività, soprattutto a livello di marca e territorio; e poi ogni regione hai suoi prodotti bandiera. Ora tra i consumatori sta vincendo la qualità, il bere meno ma bere bene, con il predominio di bottiglie con un costo medio compreso tra gli 8 e i 10 euro”. (La Repubblica)

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