Té troppo caro e la Cina passa al cognac

Té addio, in Cina si fa largo il cognac a colpi di pubblicità. Sura perche il prezzo della bevanda tradizionale è salito alle stelle, sarà per la crescente occidentalizzazione dei costumi, ma il dato reale è che negli ultimi anni i consumi di alcolici nella Repubblica Popolare sono esplosi. E nel settore le grandi firme di liquori francesi, fra le più attive in questo momento in Asia, cercano di crescere a suon di marketing approfittando di un mercato che sembra destinato a crescere ulteriormente.

Le previsioni danno infatti conto di uno sviluppo del comparto degli alcolici, da qui al 2011, attessa del 13% e 14% annuo, un dato che farebbe passare il giro d’affari dagli attuali 37 miliardi di dollari fino asfìorare i 50. Così giganti transalpini del calibro di Lvmh, Pernod e Rèmi Cointreau si spartiscono le quote di un settore che è rinato grazie al taglio delle tasse sulle importazioni realizzate da Pechino nel 2005 e nel 2006. E ora i francesi cercano di continuare a crescere con nuove tecniche di i marketing. L’ultima mossa è quella di Pernod Ricard che con circa il 20% di market share, secondo gli ultimi dati disponibili, si colloca al secondo posto nel settore dietro a Lvmh, accreditata nel 2007 di un esorbitante quota di mercato del 44’%. Pernod, per promuevere il suo marchio di cognac. Marteli Noblige, ha approfittato di una delle tendenze del mercato pubblicitario cinese: produrre cortometraggi per televisione e web. Le catene pubbliche della Repubblica Popolare soffrono infatti, per problemi di budget, di una programmazione alquanto carente e si affidano alle produzioni pubblicitarie. Il marchio Martell Noblige viene sponsorizzato in un cortometraggio che è una sorta di omaggio a James Bond, in cui si racconta la storia di un ricco e raffinato oriundo di Shangai. Il video è il culmine di una campagna durata oltre un anno che ha come obiettivo la penetrazione nel mercato cinese del cognac, il secondo al mondo dopo quello degli Stati Uniti. Secondo i pubblicitari, quella dei film promozionali è una strategia che nella Repubblica Popolare si sta rivelando vincente. Il pubblico cinese ha infatti meno opzioni di intrattenimento rispetto agli spettatori dei paesi occidentali e cosi anche i cortometraggi pubblicitari raccolgono un buon audience.

Lo schema è in buona sostanza lo stesso del nostro Carosello, ma applicato al settore degli alcolici. Dopo lo spettacolo quindi tutti a nanna, ma non senza aver sorseggiato un bicchiere di cognac.

(Il Sole 24 Ore)

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