TERRAVIVA 2012, il mio resoconto…

TerraViva_IngressoA cura di Fabrizio Vicari (Staff GustoVino)

Come già nella precedente edizione svoltasi un paio di anni fa, anche quest’anno ho voluto partecipare all’evento svoltosi il 20 maggio scorso e promosso da TerraViva agenzia di distribuzione di vini di qualità che si distinguono per un forte legame territoriale, “requisito” segnalato anche sul proprio sito :“Ambasciatori di una terra sana, vitale, non offesa dalle alchimie”, ed inoltre evidenziato attraverso l’esposizione, al centro della sala più grande, di un sacchetto per ogni azienda contenente la terra dei propri vigneti, informazione molto utile didatticamente per poter capire meglio il vino…

Un’altra grande opportunità offerta dall’organizzazione di TerraViva, guidata da Giorgio Occhipinti e Carlo Serafini, è la partecipazione diretta alla degustazione da parte dei produttori per dare agli appassionati ed operatori del settore l’occasione di conoscere e confrontarsi con le persone che stanno “dietro” al vino, il tutto nella bella location dei Casali di Capobianco, sulla via Nomentana, appena fuori Roma…

Hanno inoltre partecipato all’evento anche aziende di vini esteri grazie alle rispettive distribuzioni, Triple A e Maurizio CavalliTerraViva_Terra_1

In questo tipo di manifestazioni il mio percorso si articola solitamente iniziando a degustare i vini bianchi, poi rossi ed infine i dolci. In certi casi, come del resto questa volta, per degustare al meglio alcuni vini bianchi “macerati” caratterizzati da accentuata complessità, avrei forse dovuto rivedere il mio solito iter assaggiandoli dopo i vini rossi per una migliore lettura. Ho preferito poi raccogliere la totale produzione di ogni cantina in una unica scheda…

Premetto inoltre che il vasto numero di produttori dei quali non potevo, per ovvie ragioni di tempo e “salute”, assaggiare tutto, mi ha costretto ad indirizzare la mia scelta verso quelle aziende sulle quali nutrivo un certo interesse soprattutto nell’ambito nazionale, che per la maggior parte non conoscevo attentamente o che volevo comunque approfondire…

TerraViva_ChampagneArrivato all’inizio della manifestazione ho approfittato dell’orario intorno alle 10,30-11 per un “aperitivo” a base di bollicine d’oltralpe che ho trovato di straordinaria qualità: Blanc de Blancs (Brut Nature), dell’azienda Laherte Frères, di gran classe e piacevolezza…senz’altro un buon inizio per la giornata!

Ma veniamo ai vini di casa nostra…

CASALE CERTOSA
Malgrado il Lazio non figuri quasi mai tra le regioni di eccellenza “enologica” ho voluto conoscere più da vicino questa cantina di cui avevo sentito parlare bene negli ultimi anni e di cui mi era capitato di assaggiare qualcosa qua e là, ma senza mai la dovuta attenzione…
Di recente fondazione in zona Castelli Romani è biologica sin dal 2004, mentre da settembre ’11 ha intrapreso l’avventura della biodinamica, di cui vedremo prossimamente i risultati…
Azienda che si distingue nel panorama laziale per l’ottimo rapporto qualità prezzo di tutti i suoi vini, provenienti da vigneti di proprietà, produce allo stato attuale circa 45.000 bottiglie che diventeranno 60.000 nel giro di qualche anno…
Di queste la parte del leone la fa la “Malvasia Puntinata” con circa 10.000 bottiglie, malgrado le difficoltà per quella che forse è l’uva più delicata tra quelle coltivate…
Iniziamo la descrizione dai vini base che oltre al nome del vitigno evidenziano il titolo Convenio, lo “stare insieme”, uno tra gli scopi nobili del vino, come suggerito dal simpatico titolare Antonio CosmiTerraViva_Trebbiano_Casale_Certosa

Trebbiano 2011: profumi netti di fiori bianchi e frutta matura, insieme a distinte note agrumate; è molto piacevole alla beva anche grazie ad una buona morbidezza ed una discreta acidità…

Grechetto 2011: come da atteggiamento tipico del vitigno è un po’ chiuso al naso dove si iniziano a scorgere note floreali e di frutta fresca, anche se non molto complessi; è dotato di un buon nerbo acido ed una struttura che inizia ad essere importante…

Malvasia Puntinata 2011: di spiccata e gradevole aromaticità, inoltre ben veicolata da un alcol non aggressivo, è giustamente fresco con un finale di media lunghezza e ammandorlato…

Alborea 2011: dal blend di Grechetto e Malvasia Puntinata il vino prende un nome di Alborea (“brezza che viene dal mare”…da dove infatti non siamo lontani) dove confluiscono in equilibrio gli elementi caratteristici dei due vitigni quali la buona struttura del primo ed i profumi del secondo, in un finale di media-lunga persistenza…

Syrah 2010: il primo dei vini rossi in assaggio evidenzia note di piccoli frutti rossi e speziatura tipica dell’uva di provenienza, mentre in bocca è snello e di piacevole beva…

Merlot 2010: all’analisi olfattiva rimane ancora “sulle sue”, sprigionando note gradevolmente erbacee che vanno pian piano affermandosi insieme ad una buona freschezza ed una media lunghezza nel finale…

Luperco 2008: da Merlot e Cabernet Sauvignon è il rosso di punta dell’azienda, grazie ad un’ottima complessità data anche dalla resa mediamente bassa e dai 4 mesi di barrique…
Un vino che esprime sentori vegetali ed una buona struttura alimentata da un tannino ancora scalpitante, ma di buona fattura…
Una lunga persistenza ci fa presagire che ha ancora più di qualche anno davanti a se…

ARIANNA OCCHIPINTI
Conosco i vini di questa azienda “naturale” avendoli più volte e recentemente assaggiati anche in occasione della proiezione del bellissimo DVD di Giulia GragliaSenza Trucco”…
Oggi non è presente Arianna, con la quale avrei scambiato volentieri due chiacchiere visto che è un po’ di tempo che non ho occasione di vederla e di parlarci, mentre oggi la cantina è presentata da Alessandro che da pochi mesi lavora presso l’azienda…

TerraViva_Arianna_OcchipintiSP68 Bianco 2011: il nome proviene dal numero della strada lungo la quale è situata la cantina, mentre il vino nasce da un uvaggio di Albanello e Moscato d’Alessandria al 50%, quindi da un naso palesemente aromatico e molto interessante grazie ai bellissimi profumi che vanno dalla macchia mediterranea alla frutta matura, alle spezie; di struttura non molto complessa è giustamente fresco e dalla beva “spensierata”, grazie anche alla non elevata gradazione alcolica di circa 12%…

SP68 Rosso 2011: come il “fratello” porta lo stesso nome, qui in versione rosso da un blend di Nero d’Avola e Frappato in parti uguali…
All’analisi olfattiva rileva note di piccoli frutti rossi di bosco caratteristiche del Frappato, sostenuto dalla struttura del Nero d’Avola e da una buona acidità che lascia una bocca piacevolmente asciutta e pulita…

Frappato 2010: a dispetto di altri vini della stessa tipologia, magari più “semplici”, il Frappato di Arianna può risultare diverso, ma dentro ci troviamo tutto quello che la produttrice vuole esprimere, come il suo carattere deciso, il legame con il territorio, ed i profumi della sua Sicilia…
I 14 mesi in legno sono ben integrati tanto da mantenere un’eleganza che lo rende piacevole, dalla persistenza molto lunga…

I CUSTODI delle Vigne dell’Etna
Questa è un’azienda che non conoscevo, se non per il fatto che fa parte del Consorzio de I Vigneri capitanato da Salvo Foti, enologo di fama nazionale e non solo, che ha dato, e continua a dare, molto all’Etna ed ai suoi vini, sempre in regime naturale, senza prodotti chimici e nel pieno rispetto della natura e dell’uomo…
A capo della cantina c’è una coppia di giovani imprenditori che coltivano pochi ettari di secolari vigne ad alberello tra i 750 e i 1.200 metri d’altitudine, ma oggi a presentare i loro vini c’è Thomas Schuster, che si occupa di marketing presso l’azienda…

TerraViva_I_Custodi_1Ante 2010: nasce dai vigneti situati in località Sant’Alfio nel versante Est dell’Etna da Carricante all’80% con il restante Greganico e Minnella, matura 1 anno in acciaio e 6 mesi in bottiglia…
Al naso esprime sentori agrumati e speziati tra cui spicca il finocchio selvatico, mentre in bocca si rileva una mineralità molto verticale a conferma del terreno di provenienza vulcanica…

Rosato 2011 (da campione di botte): un esperimento che ha portato Thomas per sondare la risposta del pubblico…
Da Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Alicante, manifesta un naso intrigante di spezie dolci e frutti rossi; con una buona struttura è sopportato da un nerbo acido ancora piuttosto nervoso che ci fa considerare ancora la necessità di un periodo di permanenza in bottiglia, per essere pronto a “misurarsi con il mondo”…

Aetneus 2007: Etna Rosso con la stessa composizione del Rosato precedente (più o meno anche nelle percentuali), che subisce una maturazione di 2 anni in barrique usate ed un affinamento in bottiglia di 1 anno…
Sin dall’analisi olfattiva si percepisce la sua grande complessità espressa attraverso un bouquet di fiori e note di frutta dolce su uno sfondo di spezie quali la cannella in primis…
In bocca ancora scalpita a causa di un tannino giovane ma di ottima stoffa, ed una freschezza molto verticale che lascia una piacevole bocca pulita; dalla persistenza medio-lunga ha ancora molti anni davanti a se…

CALABRETTA
“Rimango” in Sicilia per andare ad assaggiare i vini di un’altra interessante cantina etnea di cui avevo sentito parlare, ma che non avevo mai avuto occasione di conoscere…
Oggi è presente Massimiliano Calabretta, che insieme a Massimo gestisce quest’azienda di oltre cento anni, con circa 11 ettari di vigneto coltivati ad alberello o a filare a pianta bassa e situati a 700 m  s.l.m. tra i comuni di Castiglione di Sicilia e Randazzo alle falde dell’Etna, nella zona più soleggiata del vulcano…
La particolarità della cantina è la sua collocazione su 3 livelli compresi circa 300 mq di sottoterra, scavati nella roccia lavica in condizioni di temperatura e umidità totalmente naturali dove sono presenti numerose botti di legno, il che permette di mantenere una climatizzazione naturale senza circolazione dell’aria, così da non “uccidere” batteri e spore naturali: infatti in cantina si hanno fermentazioni alcoliche e malolattiche assolutamente naturali…
In futuro sul “4°” livello sarà presente una sala di degustazione con terrazzino vista Etna ed ausili informatici / televisivi per didattica e presentazione azienda e zona…ragione di più per andarli a trovare! TerraViva_Calabretta

Gaio Gaio 2010: da 100% Nerello Mascalese è un vino semplice, quasi da aperitivo, da un colore scarico e molto piacevole sia all’olfatto, dove si notano sentori floreali e di piccoli frutti rossi, ed al gusto confermando le caratteristiche “verticali” del vitigno, da 11,5% di alcol!

Etna Rosso 2002: vino composto per la quasi totalità da Nerello Mascalese, con piccola aggiunta di Nerello Cappuccio, nasce in Contrada Calderara, e come da scelta aziendale, sosta 5 anni in botti di legno sottoterra, da basse rese, macerazione piuttosto corta e lieviti naturali…
Fa pensare per la sua eleganza ad un vino piemontese, dal colore quasi granato, ma nonostante gli oltre 10 anni è ancora in ottima forma…
Al naso sprigiona tutta la sua mineralità, è strutturato e complesso, con un tannino ormai ben levigato,  tutti elementi per cui ha giustamente conseguito parecchi premi…

CASCINA DEGLI ULIVI
La conoscenza con Stefano Bellottidi Cascina degli Ulivi meriterebbe un discorso a parte…
E’ un personaggio che penso che non sia facile incontrare in questo tipo di eventi, ma necessità (e nostra fortuna) ha voluto che oggi ci sia lui a presentare la sua Cascina “biodinamica” situata sulle colline di Novi Ligure in provincia di Alessandria…
Stefano Bellotti infatti sin dal 1984 fu uno tra i primi produttori vitivinicoli ad aver applicato i principi dell’agricoltura biodinamica, ed oggi svolge anche attività di relatore in corsi e seminari di agricoltura biodinamica su tutto il territorio nazionale e internazionale…
L’azienda è conosciuta non solo per i vini (“L’arte fare il vino è quella di accompagnare un processo naturale nel suo divenire”), ma anche per la produzione agricola, l’allevamento ed un agriturismo…
Per rendere l’idea riporto alcune su frasi tratte da un intervista rilasciata al Gastronauta di Davide Paolini:
…La fermentazione è legata alla sacralità: segna simbolicamente l’unione tra la terra e l’uomo, con il divino. Nel momento in cui l’uomo altera la fermentazione,  il vino non è più qualcosa di definito.
…Reputo pertanto che la parola winemaker non abbia senso: il vino si fa da solo, al massimo è possibile scegliere come interpretare il succo delle uve.
…Valorizziamo la biodiversità, in quanto ogni vigna e cru e sottozona, dà prodotti diversi. Ecco perché i miei vini raccontano delle storie. Le mie uve mi consentono di produrre vini senza l’impiego di anidride solforosa e ne sono molto orgoglioso: orgoglioso di avere un vino bianco realizzato senza solfiti, capace di durare 20 anni in bottiglia…

Montemarino 2008: da uve Cortese 100% di un piccolo vecchio vigneto di oltre 60 anni tra i più alti del Gavi, a Tassarolo, di formazione calcarea/argillosa, vendemmiato tardivamente, 3 giorni di macerazione e vinificato in rovere…
Naso interessante dove si scorgono profumi di macerazione molto equilibrati, in bocca conferma la sua complessità, molto fresco e lungo nella persistenza…

Filagnotti 2007: sempre da uve Cortese, non fa macerazione, ma viene vinificato e maturato in legno d’acacia…
È forse il vino che mi ha colpito di più per la sua eleganza sin dall’analisi olfattiva dove risultano note aromatiche ed agrumate molto piacevoli. Al gusto è strutturato e morbido, dotato di una bevibilità impressionante e da un nerbo acido deciso, sicuramente vivrà ancora molti anni…

A Demûa 2008: da un uvaggio misto di vitigni bianchi tra cui Riesling, Verdea, Bosco, Timorassa, Moscatella, effettua un mese di macerazione in botti di rovere francese da 20 hl e successivo affinamento sur lies per un anno…
E’ di un colore ambrato, con tipiche note di vino “di una volta”, all’assaggio è quasi tannico e di una freschezza prominente con un ritorno salmastro e frutta secca…

La Merla Bianca 2005: anche qui siamo di fronte ad un colore dorato carico, quasi ambrato, con profumi sicuramente aromatici grazie all’uvaggio di Sauvignon e Traminer al 50%, vinificato e affinato in tonneaux da 5 hl di rovere, sur lies per 11 mesi…
In bocca è molto morbido, con una struttura imponente, ma dotato di un equilibrio perfetto, che invita a finire la bottiglia…magari vicino ad un piatto nobile come il foie gras!

Nibiô 2007: da uve Dolcetto a graspo rosso (detto appunto Nibiô in dialetto locale), vinificato e maturato in botti di rovere per 1 anno, effettua una macerazione di 40 gg…
Al naso si colgono note quasi di surmaturazione che ritornano all’analisi gustativa con  un ingresso dolce, ma che poi vengono amalgamate da un’ottima freschezza ed un tannino ancora da smussare…

Mounbè 2005: prevalenza di uve Barbera con rimanente Dolcetto e Ancellotta, matura e affina in botti di rovere per oltre un anno, anche qui con macerazione intorno ai 35 giorni…
Sentori non esplosivi fra prugna e frutta matura, ha una buona struttura sorretta da un’acidità rilevante tipica del vitigno…

Non ho menzionato i due vini base (“Semplicemente Bianco” da uve Cortese, e “Semplicemente Rosso” da 30% Dolcetto e 70% Barbera) piacevoli, da tutti i giorni, vanno bevuti con spensieratezza…

CARLOTTO
Mi sto avvicinando al Pinot Nero forse con un certo ritardo, ma indubbiamente so da sempre che questo importante vitigno d’oltralpe è in grado di dar vita ad uno dei più grandi vini del mondo con la Borgogna in primis, ma anche con degli ottimi risultati come da noi in Alto Adige, in particolare nella zona di Mazzon, vicino Egna in provincia di Bolzano, dove si trova l’azienda di Ferruccio Carlotto …

La famiglia Carlotto è da tre generazioni nel settore vinicolo avendo conferito per molto tempo le proprie uve alle cantine sociali, ma dal 2000 Michela e suo padre Ferruccio hanno deciso di iniziare ad imbottigliare in proprio con l’intento di estrarre dalle loro uve tutto il carattere del territorio…

Filari di Mazzon 2009: fermenta in barriques e botti grandi dove successivamente matura e affina per 12 mesi, dopodiché effettua l’assemblaggio in botti grandi di legno e acciaio per 2/3 mesi prima dell’imbottigliamento, infine matura per 6 mesi in cantina prima di essere commercializzato…
Dal tipico colore scarico al naso esprime tutta la sua finezza aromatica di frutti di bosco come lampone e cassis, e profumi dolci quasi di zucchero filato, con finale di cacao e caffè…
Coerente anche in bocca con ritorno delle note olfattive, risulta gradevolmente bevibile grazie ad una buona acidità ed un tannino molto delicato; un vino elegante con un finale verticale e lungo che lascia una bocca piacevole e pulita…

Lagrein 2009: Questo vino nasce nel territorio di Ora, sempre in provincia di Bolzano, da viti piantate tra gli anni 40 e 60, vinifica anch’esso in legno grande…
Da sentori apprezzabili di frutta matura e cioccolato si evince che siamo di fronte sicuramente ad un vino più strutturato, infatti in bocca dopo un’entrata morbida, si individua un carattere piuttosto nervoso a causa di un tannino ancora da affinare; dal finale persistente ha sicuramente bisogno di qualche anno per trovare il suo equilibrio…

TerraViva_Formaggi_DOL
E’ stata sicuramente una bella giornata, molto utile dal punto di vista didattico ed importante per la conoscenza con i produttori che ringrazio sempre per la loro voglia di confronto e per la loro grande disponibilità…

Infine aggiungo che tutta la giornata è stata allietata dagli ottimi assaggi gastronomici da parte di:

I formaggi di DOL, di Vincenzo Mancino

Giancarlo Casa della Gatta Mangiona che ha preparato la pasta e ceci e la trippa…

Mauro Secondi, dell’omonimo Pastificio, che ha preparato i ravioli (ripieno con prodotti di DOL: 3 formaggi di capra, tris di pomodori e salsiccia biologica) che sono stati cucinati insieme allo chef  Antonio Chiappini…

TerraViva_BiscottiPoi Sforno che ha preparato i vari tipi di supplì (aglio e oio, amatriciana…)

Bottega Liberati per gli arrosticini di chianina e la salsiccia cruda  fatta con maiale nero casertano…

Leonardo Vignoli del ristorante “Da Cesare” che ha preparato la coratella…

Edelweyss per i biscotti casarecci…

Le foto presenti nell’articolo sono a cura di SideWine

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