Tappi a membrana sui Docg

Cinelli Colombini: il sughero può danneggiare i vini… Il futuro dei vini docg si chiama tappo a membrana. I tappi di sughero sono un problema da superare. A sostenerlo è Stefano Cinelli Colombini della Fattoria de’ Barbi a Montalcino. “Il sughero ha una percentuale molto elevata di difetto nel tappi che danneggiano il vino. Basti pensare che per legge non si possono fare contestazioni al fornitore fino al 3% di tappi difettosi in una partita”, spiega il produttore di Brunello. “Ai tappi difettosi si deve aggiungere una percentuale che influisce sulla qualità finale del vino in bottiglia. Insomma, si può dire che il 40% dei tappi in sughero provoca problemi a un vino in bottiglia”. Il problema dei tappi in sughero viene esposto davanti a una “verticale” di Brunello della fattoria de’ Barbi, una degustazione dal 1957 al 1995. In questo caso il sughero sembra aver fatto egregiamente il proprio mestiere. Il vino che esce dalle bottiglie racconta perfettamente la storia del territorio con i suoi profumi di funghi, di sottobosco, e i suoi colori. Ma non sempre è così. “Quando andiamo in giro alle manifestazioni, o alle degustazioni si stappano tante bottiglie. Una su dieci è superiore, qualche altra è inferiore come qualità, altre sono nella media”, spiega Cinelli Colombini. “Allora, se il tappo non aggiunge niente al vino vuol dire che le bottiglie peggiori hanno subito un qualche danneggiamento. Allora che il sughero è un problema serio”. Secondo Stefano Cinelli Colombini la strada da provare è quella dei tappi a membrana sperimentati dalla ditta Korked di Traviso. “I tappi di silicone o quelli a vite chiudono totalmente, non lasciano passare l’aria di cui il vino ha bisogno per vivere durante l’invecchiamento”. “La Korked, insieme all’università di Udine, ha misurato la traspirazione di un tappo di sughero e ha visto quanta aria lascia passare. Da qui è nato un tappo a vite con una membrana che lascia passare la giusta quantità di aria. E i risultati sono molto interessanti. Per adesso la garanzia dei tappi arriva a 15-20 anni, ma lo studio va avanti e la Korked pensa di arrivare a 100 anni, età al quale un tappo di sughero non arriva”. Quindi anche se un tappo a vite può essere visto come un’eresia da tradizionalisti del sughero, il futuro dei vini non può non passare attraverso la tecnologia. “Certo siamo fossilizzati su certi aspetti,ma quello che conta è la qualità del vino e quindi se c’è qualcosa di migliorativo vale la pena provarlo. Anche perché, sì, si deve salvaguardare il tappo di sughero, ma c’è chi esagera. Una volta si utilizzavano tappi di 35 millimetri. Oggi siano arrivati a dimensioni che vanno da 45 a 65 millimetri, qualcuno arriva a tappi di 70, una vera esagerazione, che non si riescono neppure a stappare. Senza tenere conto che più lungo è soltanto moda, mentre i corti erano più compatti, erano estratti da una parte migliore della corteccia ed erano una maggiore garanzia della qualità del vino in bottiglia. Ma se oggi usassi un tappo corto nessuno vorrebbe una mia bottiglia”. (Italia Oggi)

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