Stand d’oro per il vino di Sardegna…

La Sardegna volta pagina sulla promozione dei vini. Dopo un lungo periodo di scelte di basso profilo, ora la nuova parola d’ordine è rompere l’isolamento. Aprendo alla competizione e finanziando le opzioni ritenute indispensabili per migliorare l’immagine dei vini autoctoni regionali. Vermentino della Gallura e Cannonau in testa. E cos’altro vuole essere la decisione dell’assessorato regionale all’Agricoltura di indire un avviso di gara per realizzare lo stand per la collettiva dei vignaioli sardi in occasione del vinItaly 2010?

Una decisione che, staccasi dall’immobilismo degli anni passati, non ha mancato però di suscitare sorpresa per l’entità dell’importo d’asta: 800mila euro solo per lo stand, escluso l’affitto degli spazi. L’assessore Andrea Prato, chiamato in causa, osserva che in occasione dell’ultimo vinItaly “la collettiva sarda contava più di 70 aziende distribuite su uno spazio considerato non adeguato a promuovere la nuova immagine che si intende perseguire per i vini tipici regionali”, Di qui la scelta di fare uno stand ad arte su spazi molto più ampi (1.200 metri quadrati), una struttura che sarà dotata di sale per degustazioni ed eventi e che dovrebbe servire per tre anni. Dunque tutto nella norma se non fosse che non tutti i vignaioli utilizzano quegli stand. Vi sono anche aziende private che per avere più immagine giocano in proprio. E’ il caso di Sella & Mosca, maggiore produttore di vini sardi, il cui direttore generale Stefano Biscaro pur ammirando i buoni propositi che l’iniziativa regionale ha, non manca di ricordare che “nei fatti le collettive rischiano di banalizzare l’obiettivo perseguito. Con il risultato di disperdere risorse che potrebbero, invece, servire per iniziative più efficaci a favore del territorio e di quanti vi operano”. Francesco Siclari, presidente della Feudi della Medusa di Santa Margherita di Pula, azienda giovane ma con vini come Morace e Geriane che hanno avuto punteggi di 92 e 94 su 100 da Wine Spectator, non è stato mai sfiorato dall’idea di partecipare a una collettiva, “Perché dice non mi sembra il miglior modo per esaltare i propri prodotti. Però se il nuovo corso regionale mette a punto un vero piano di comunicazione a favore dei vini sardi non solo faccio i miei auguri all’iniziativa, ma di sicuro sarò il primo a dare la mia adesione”. (Il Sole 24 Ore)

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