Spingere sul vino biologico

Controlli efficienti, etichette chiare e logo per il bio… Spinta propulsiva per il vino biologico, per un sistema di controlli efficienti, per una semplificazione delle etichette e per un logo distintivo che balzi all’occhio del consumatore. Sono questi gli aspetti su cui si concentrerà l’impegno e le risorse del nostro Paese per implementare il sistema biologico italiano leader in Europa per numero d’imprese e per superfici dedicate. Ma 50 mila aziende e più di un milione di ettari investiti sono solo un inizio. La scommessa è significativa. Circa 20 milioni di euro per il solo biennio 2008-2009 da impegnare in azioni di pro mozione e sviluppo di questo comparto. Un testo unico che dia conto nel nostro paese della nuova regolamentazione applicativa comunitaria (regolamento ce n. 889 del 5 settembre 2008) ed un miglioramento dei canali informativi e di monitoraggio del settore. “Attualmente in Europa si sta lavorando per definire nuove regole per l’acquacoltura bio, nuove regole per il vino biologico (l’Italia è tra i promotori di nuove regole europee per il bio) e la definizione del nuovo logo europeo (che diventerà obbligatorio nel 2010)”, spiega Giuseppe Nezzo, capo dipartimento delle politiche economiche e dello sviluppo rurale del Mipaaf, “In Italia invece, con delle norme nazionali che attualmente sono al vaglio del parlamento, si sta provvedendo a migliorare il sistema di controllo e a semplificare le etichette, istituendo anche un logo italiano per i prodotti biologici”. E come non essere d’accordo guardando i dati di mercato del periodo che va dal 2003 al 2008, dove il vino biologico ha registrato in valore un aumento di fatturato medio del 18%, con potenzialità in crescita dal 6% sino al 20%, con una media del 13%. Quello che manca è la capacità del consumatore di distinguere con consapevolezza critica il vino biologico da quello convenzionale, e l’operatore non riesce a spiegarlo. A questo scopo può tornare utile la predisposizione di una normativa e di un marchio comune europeo-nazionale che certifichi la salubrità e igienicità del prodotto biologico. “I1 nuovo Comitato Consultivo per l’agricoltura biologica ha già esaminato la proposta di decreto per il riordino della normativa nazionale che sarà sottoposta a breve alla Conferenza permanente tra Stato, regioni e province autonome”, prosegue Nezzo, “E’ stata inoltre già avviata la discussione per la definizione del Programma nazionale dell’agricoltura biologica relativo al biennio 2008-2009, che dispone di un budget di 20 milioni di euro da impegnare per il sostegno alla ristorazione collettiva, la nascita di Op specifiche, il potenziamento della filiera corta, la promozione nei mercati esteri, la comunicazione istituzionale e un adeguato supporto scientifico per lo sviluppo delle nuove aree tematiche relative all’acquacoltura e al vino biologici”. (Italia Oggi)

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