Sicilia-Francia per un vino deccellenza

Nasce una partnership tra l’Isola e Saint Emilion, a 40 chilometri da Bordeaux. Promotore del partenariato è il Centro mediterraneo di comunicazione interculturale “Amici” di Marsiglia
Un vino d’eccellenza nascerà da una partnership tra Sicilia e Saint Emilion, a 40 chilometri dal Bordeaux francese. Lo hanno annunciato nei giorni scorsi Nicola Clemenza, fondatore del Consorzio Tutela Valli Belicine e Jean Francois Danglade, presidente dell’Unione produttori di vini di Saint Emilion. 

Promotore di questo partenariato il Centro mediterraneo di comunicazione interculturale “Amici” di Marsiglia. “Noi siciliani abbiamo forse terreni migliori ma dobbiamo ammettere che i francesi sono più abili a vinificare e commercializzare – afferma Clemenza –. L’idea è quella di creare un prodotto di eccellenza belicino-bordolese attraverso uno scambio di competenze senza perdere di vista il rispetto per l’ambiente e il rapporto stretto tra l’uomo e la sua terra”. Secondo il presidente Danglade, il segreto del successo dei vini francesi e di quelli di Saint Emilion in particolare è legato al terroir. Un successo confermato da un business di oltre 25 milioni di euro e quattro milioni di bottiglie vendute nella grande distribuzione organizzata con cinque marchi del consorzio. 
“I nostri vini sono prodotti in un terroir unico al mondo con delle qualità che non sono solo legate strettamente al suolo ma anche alla storia, alla cultura – precisa Danglade – e anche se dobbiamo ai romani la nascita della ‘vigna’, noi oggi cerchiamo di coltivare i Merlot, Cabernet franc e sauvignon nella maniera migliore per esaltarne le caratteristiche organolettiche e comunicarle assieme agli altri elementi che caratterizzano il terroir”. E proprio questo consiglio arriva ai vitivinicoltori siciliani: comunicare l’isola attraverso il vino e le sue espressioni anche nei vitigni internazionali. “Il vino siciliano è molto particolare e la vinificazione dimostra una certa qualità sia di prodotto che di processo, – prosegue – certamente ha una maggiore predisposizione ad essere bevuto giovane, rispetto ai vini di Bordeaux”. 
Un nuovo percorso inizia dunque per due realtà che uniscono le forze. “Il nostro è un consorzio di 270 aziende che ricadono in 12 comuni della Valle del Belice, tra le province di Trapani e Agrigento – spiega Clemenza – e che hanno iniziato a lavorare insieme nell’ottica dell’ottimizzazione dei costi e del raggiungimento di economie di scala”. Oggi mettono assieme oltre tre mila ettari tra vigneti, uliveti, campi a frumento e ortaggi, che danno vita a prodotti di qualità riconosciuta dai marchi europei. Il consorzio francese ha invece 180 associati che mettono assieme oltre 800 ettari di vigneto.

(Cronache di Gusto)

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