Si spiantano vigneti e chiudono molte aziende vinicole, eppure il businnes vitivinicolo tiene

assoenologiSecondo Assoenologi negli ultimi 4 anni anni i vigneti sono calti del 4,5% e le aziende di imbottigliamento del 17%
Che il settore vitivinicolo non tiri più come un tempo è cosa a tutti nota, ma che ben negli ultimi 4 anni ben 5000 aziende vinicole imbottigliatrici abbiano chiuso i battenti, passando da 30.000 alle attuale 25.000 con un calo del 17%, è cosa che deve far riflettere profondamente.


Per colpa della crisi e complici le sovvenzioni europee all’espianto, anche i vigneti italiani hanno registrato nello stesso periodo un calo del 4,5%, esattamente come le cantine che sono passate dalle 700.000 unità del 2005 alle circa 670.000 attuali. L’analisi impietosa giunge dall’Assoenologi, l’associazione che raggruppa i tecnici enologici italiani; secondo il suo presidente Giuseppe Martelli, «allo stato attuale il nostro centro studi stima che i bianchi abbiano raggiunto il 55% del mercato totale e che i rossi ed i rosati siano scesi al 45%», con una perdita secca di 15 punti percentuali rispetto alla quota del 60% che i vini rossi detenevano nell’ultimo quinquennio.
Negli ultimi 20 anni circa – precisa Assoenologi – le superfici a vigneto in Italia sono scese di quasi il 30%, passando dai 970.000 ettari del 1990 agli attuali 684.000, mentre il calo rispetto al 1980 è stato del 44%, con la perdita di 286.000 ettari, ovvero più di quanti ne hanno oggi la Lombardia, la Puglia e la Sicilia insieme. E c’è la tendenza ad un ulteriore ribasso determinata sia dagli estirpi legati all’Ocm vino sia, soprattutto negli ultimi tempi, dalla scarsa remunerazione che sta caratterizzando il comparto produttivo, condizionato dalla schizofrenia dei mercati esteri che, se complessivamente crescono in volume rispetto al 2008 (+6,9% nel primo semestre), diminuiscono sensibilmente in valore (-7,3%).
Tanto che i dati dei primi sei mesi del 2009 danno un calo del prezzo unitario del 13,3% rispetto allo stesso periodo del 2008. Comunque, stando alle previsioni di Assoenologi, il business complessivo dell’intero settore vitivinicolo italiano nel 2009 potrebbe oscillare tra i 13,8-13,9 miliardi di euro, in lieve incremento rispetto ai valori del 2008 (13,5 miliardi), mentre i valori delle esportazioni potrebbero scendere a 3,2 miliardi di euro contro i 3,5 miliardi dello scorso anno. «Una tendenza che mette in luce – precisa Martelli – la precisa indicazione di una domanda internazionale orientata verso prodotti di buoni standard qualitativi ma ad un prezzo sempre più contenuto che sta mettendo in crisi molte aziende disposte a rinunciare agli utili pur di mantenere i mercati». Uno scenario che – mette in guardia lo studio di Assoenologi – se dovesse perdurare a lungo determinerebbe l’uscita dal mercato di diverse entità, iniziando dai piccoli produttori, la parte più debole della filiera. E anche sul fronte dei consumi interni la situazione non è rosea: secondo Assoenologi il consumo quest’anno è sceso a 43 litri pro-capite, contro i 45 del 2007, con tendenza ad una ulteriore diminuzione.

(Enotime)

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