SCABIN IN FRANCIACORTA

A cura di Carla Campus (Staff GustoVino)
Ogni anno, ormai da 10 anni, si rinnova l’appuntamento col Vinòforum, una manifestazione che parla di vino e cibo rivolgendosi ad esperti del settore e appassionati.
Quotidianamente si susseguono vari appuntamenti che rendono viva la manifestazione e danno voce al cibo e al vino al di fuori dei loro ambienti vocati.
Domenica 16 Giugno è andato in scena “il buon gusto” con protagonisti le sofisticate bollicine della Franciacorta e la tradizione moderna del famoso chef stellato piemontese Davide Scabin; suo il  Combal.Zero”, che si trova in un castello del tredicesimo secolo a Rivoli, sito all’interno del Museo di Arte Contemporanea, con una veduta mozzafiato sulla città di Torino. E’ il primo ristorante stellato in un museo italiano. Vanta due stelle Michelin, tre forchette del Gambero Rosso, tre cappelli (punteggio 18.5) de L’Espresso e l’inserimento al 28esimo posto nella lista del San Pellegrino World’s Best Restaurants 2011, sette posti avanti rispetto all’anno precedente. Puo’ bastare? Eccellenza sposa eccellenza.
Due le tipologie dei vini bevuti, Franciacorta Extra brut e Satèn, di seguito anche le aziende  appartenenti al Consorzio che hanno fornito i vini.
Villa Extra Blu Extra Brut
Ronco Calino Satèn
Ricci Curbastro Satèn
Barone Pizzini Extra Brut
Un consorzio appunto, il primo vero esempio di unione nel campo vinicolo, in cui convivono “le anime” di 105 cantine che dal 1990 tutela, promuove e garantisce il marchio Franciacorta.
Il Franciacorta è stato il primo vino italiano, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad avere ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Grazie al consorzio che impone norme rigide e scrupolose, si ottengono vini di assoluta qualità, impiegando esclusivamente vitigni nobili, Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, con successiva raccolta a mano, rifermentazione naturale in bottiglia e successiva lenta maturazione e affinamento sui lieviti.
Oltre all’orgoglio per questa eccellenza tutta italiana, il piacere è nel berli, e nel coglierne la territorialità, la finezza e la passione di chi li produce.
Amo le bollicine, per quella raffinatezza alla quale si contrappone un rigore e una serietà che le rendono complesse e perfette per ogni cibo e ogni occasione.
Se poi il cibo è stellato, il piacere è completo.
Due sole le tipologie di Franciacorta in degustazione e in abbinamento: il Franciacorta Satèn, con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta e una piacevole sapidità e freschezza, e il Franciacorta Extra Brut con bouquet caratteristico della fermentazione in bottiglia, molto secco per il basso dosaggio di zuccheri, verticale e preciso di grande pulizia all’assaggio.
In abbinamento appunto, con i piatti creati da Scabin in un live cooking tra modernità e tradizione.
Primo piatto:  “Amis Raviolo di Barbabietola” bello e buono, ma non chiedetemi di darvi la ricetta, la cucina casalinga è una cosa, questi piatti sono concepiti per essere mangiati e gustati seduti comodamente al ristorante.
I pallini gialli sono uovo pastorizzato e come potete vedere dalla foto,   sotto il cappello di barbabietola c’è il ripieno..
In abbinamento ho preferito il Satèn per la delicatezza dei sapori.
A seguire “Zuppizza”, una zuppa con crema di mozzarella e “sorprese” ( capperi e alici sommersi che regalavano sapidità e complessità al piatto) con un pomodoro cotto al forno a bassa temperatura che da solo valeva il piatto..
Nella foto i crostini croccanti che guarnivano la zuppa
Con questo piatto ho preferito la struttura dell’Extra brut, per la complessità e la progressione dei sapori.
Col terzo piatto, la “Fast Carbonara” è emersa la creatività, la ricerca e la sperimentazione della cucina di Scabin.
Spaghettoni precotti, che tengono la cottura perché lessati per il 70% in infusione conditi con pecorino grattugiato fresco e una bella spruzzata di condimento in..tubetto! Si, un tubetto a forma di ketchup ripieno di carbonara della casa.
Anche qui Franciacorta Extra brut, per rispettare la versatilità delle bollicine, che si prestano ad un abbinamento a tutto pasto.
Non paghi, anzi desiderosi di continuare in questa progressione di sapori esplosivi, ci è stata servita una Capasanta Thai, con un piccante ben equilibrato da una salsa al cocco e degnamente accompagnata dal Franciacorta Extra Brut
Nella foto, la base del piatto formata da un nido di spaghettini
E’ stato reso omaggio alla tradizione piemontese con l’ultimo piatto, il Tonno di Coniglio
Il tonno di coniglio è una ricetta tipica della cucina piemontese contadina . In passato, quando nelle cascine venivano macellati i conigli, non esistendo i frigoriferi vennero inventate delle ricette per conservare più a lungo la carne.
Questo è un piatto delle grandi occasioni per i lunghi tempi di preparazione, ( la carne deve bollire lentamente e a lungo), ma perfettamente riproducibile nelle nostre cucine.
Col Tonno di Coniglio  va bene sia il Satèn che l’Extra brut, confortati da un gusto casalingo e antico
Domenica è stata una serata celestiale in cui le stelle protagoniste hanno brillato insieme per regalarci un divenire di complessità e raffinatezza.
Ringrazio il Consorzio di tutela del Franciacorta e Silvia (acqua e farina-sississima) per l’opportunità.
Carla Campus

Scabin_con_FT

A cura di Carla Campus (Staff GustoVino)

Questo è il decimo anno che si rinnova l’appuntamento col Vinòforum, una manifestazione che parla di vino e cibo rivolgendosi ad esperti del settore e appassionati.

Quotidianamente si susseguono vari appuntamenti che rendono viva la manifestazione e danno voce al cibo e al vino al di fuori dei loro ambienti vocati.

Domenica 16 Giugno è andato in scena “il buon gusto” con protagonisti le sofisticate bollicine della Franciacorta e la tradizione moderna del famoso chef stellato piemontese Davide Scabin; suo il “Combal.Zero, che si trova in un castello del tredicesimo secolo a Rivoli, sito all’interno del Museo di Arte Contemporanea, con una veduta mozzafiato sulla città di Torino. (Nella foto Lo chef Davide Scabin con Fede&Tinto, conduttori della serata e di Decanter su Radio 2)

Colmbal_ZeroE’ il primo ristorante stellato in un museo italiano. Vanta due stelle Michelin, tre forchette del Gambero Rosso, tre cappelli (punteggio 18.5) de L’Espresso e l’inserimento al 28esimo posto nella lista del San Pellegrino World’s Best Restaurants 2011, sette posti avanti rispetto all’anno precedente. Puo’ bastare? Eccellenza sposa eccellenza. 

Due le tipologie dei vini bevuti, Franciacorta Extra Brut e Satèn, di seguito anche le aziende appartenenti al Consorzio che hanno fornito i vini. 

Franciacorta_logoVilla Extra Blu Extra Brut 
Ronco Calino Satèn 
Ricci Curbastro Satèn 
Barone Pizzini Extra Brut

Un consorzio appunto, il primo vero esempio di unione nel campo vinicolo, in cui convivono “le anime” di 105 cantine che dal 1990 tutela, promuove e garantisce il marchio Franciacorta

Il Franciacorta è stato il primo vino italiano, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad avere ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Grazie al consorzio che impone norme rigide e scrupolose, si ottengono vini di assoluta qualità, impiegando esclusivamente vitigni nobili, Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, con successiva raccolta a mano, rifermentazione naturale in bottiglia e successiva lenta maturazione e affinamento sui lieviti.Franciacorta

Oltre all’orgoglio per questa eccellenza tutta italiana, il piacere è nel berli, e nel coglierne la territorialità, la finezza e la passione di chi li produce.

Amo le bollicine, per quella raffinatezza alla quale si contrappone un rigore e una serietà che le rendono complesse e perfette per ogni cibo e ogni occasione. Se poi il cibo è stellato, il piacere è completo.

Due sole le tipologie di Franciacorta in degustazione e in abbinamento: il Franciacorta Satèn, con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta e una piacevole sapidità e freschezza, e il Franciacorta Extra Brut con bouquet caratteristico della fermentazione in bottiglia, molto secco per il basso dosaggio di zuccheri, verticale e preciso di grande pulizia all’assaggio. 

AmisIn abbinamento appunto, con i piatti creati da Scabin in un live cooking tra modernità e tradizione.

Primo piatto:  Amis Raviolo di Barbabietola, bello e buono, ma non chiedetemi di darvi la ricetta, la cucina casalinga è una cosa, questi piatti sono concepiti per essere mangiati e gustati seduti comodamente al ristorante.

I pallini gialli sono uovo pastorizzato e come potete vedere dalla foto, sotto il cappello di barbabietola c’è il ripieno…

In abbinamento ho preferito il Satèn per la delicatezza dei sapori.

ZuppizzaA seguire Zuppizza, una zuppa con crema di mozzarella e “sorprese” (capperi e alici sommersi che regalavano sapidità e complessità al piatto) con un pomodoro cotto al forno a bassa temperatura che da solo valeva il piatto…(Nella foto i crostini croccanti che guarnivano la zuppa) Crostini

Con questo piatto ho preferito la struttura dell’Extra Brut, per la complessità e la progressione dei sapori. 

Col terzo piatto, la Fast Carbonara è emersa la creatività, la ricerca e la sperimentazione della cucina di Scabin. 

Spaghettoni precotti, che tengono la cottura perché lessati per il 70% in infusione conditi con pecorino grattugiato fresco e una bella spruzzata di condimento in…tubetto! 

Si, un tubetto a forma di ketchup ripieno di carbonara della casa.

Anche qui Franciacorta Extra Brut, per rispettare la versatilità delle bollicine, che si prestano ad un abbinamento a tutto pasto.

Tonno_di_coniglioNon paghi, anzi desiderosi di continuare in questa progressione di sapori esplosivi, ci è stata servita una Capasanta Thai, con un piccante ben equilibrato da una salsa al cocco e degnamente accompagnata dal Franciacorta Extra Brut(Nella foto, la base del piatto formata da un nido di spaghettini)

E’ stato reso omaggio alla tradizione piemontese con l’ultimo piatto, il Tonno di Coniglio

Il Tonno di Coniglio è una ricetta tipica della cucina piemontese contadina. In passato, quando nelle cascine venivano macellati i conigli, non esistendo i frigoriferi vennero inventate delle ricette per conservare più a lungo la carne. 

Questo è un piatto delle grandi occasioni per i lunghi tempi di preparazione, (la carne deve bollire lentamente e a lungo), ma perfettamente riproducibile nelle nostre cucine. 

Col Tonno di Coniglio  va bene sia il Satèn che l’Extra Brut, confortati da un gusto casalingo e antico. 

Domenica è stata una serata celestiale in cui le stelle protagoniste hanno brillato insieme per regalarci un divenire di complessità e raffinatezza.

Ringrazio il Consorzio di Tutela del Franciacorta e Silvia (acqua e farina-sississima) per l’opportunità. 
(Carla Campus)
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