Sbronza del sabato se lo sballo è di moda

Dopo l’allarme dell’Iss sul “binge drinking” la conferma dell’Ispo. E da noi è record incidenti… Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità lo avevano già detto in occasione dell’“Alcool prevention day 2007”: il binge drinking, il bere finalizzato allo stordimento, non è più un fenomeno nord europeo. Bevono fino a ubriacarsi il 42 per cento dei nostri ragazzi e il 21 per cento delle ragazze under 18. E Renato Mannheimer, con uno studio appena realizzato dall’Ispo per Federvini, dal titolo “I giovani e la cultura del bere”, ci consola un po’: “Si tratta di un’indagine condotta su circa 800 italiani, francesi, tedeschi e inglesi tra i 14 e 44 anni e che attesta come tra i 18-19 anni il problema del bere troppo e per sballare da noi esiste. Ma i nostri giovani intorno a 21-22 anni tendono a smettere di sballarsi e iniziano ad acquisire una cultura mediterranea del bere che consiste nel dilazionare il consumo, fare attenzione alla qualità di ciò che si beve, conciliare alcool a buon cibo”.
Ma scendiamo nei particolari. Secondo l’Ispo il 25 per cento degli italiani della fascia 14-44 beve tutti i giorni un po’: negli altri paesi la tendenza è di bere solo il sabato. L’80 per cento dei nostri intervistati, a pari-merito con i francesi, dichiara di preferire il “bere poco ma buono”, affermazione che non trova d’accordo il 43 cento dei tedeschi e il 30 degli inglesi. L’82 per cento nei nostri 14-44enni ama “bere mentre mangia bene”, mentre all’estero la percentuale è più bassa: 78% in Inghilterra, 70% in Germania, 68% in Francia.
Ma se c’è un modello Mediterraneo, descritto sopra da Manheimer, ce n’è anche uno Nordico, che consiste – secondo l’Ispo – nel concentrare il consumo di alcol un giorno a settimana e nel dare all’alcol un valore strumentale (mi fa sentire più sicuro, spigliato, ecc…). Ebbene, da noi beve “una sola volta a settimana” il 24 per cento degli intervistati (40% in Germania, 25% in UK, 30% in Francia) e attribuisce al bere un valore strumentale il 37 per cento. I giovani francesi che attribuiscono all’alcol un valore strumentale sono il 48%, il tedeschi il 59 per cento, gli inglesi il 69%.
Passiamo al binge drinking, che è proprio il “bere per sballare” – come spiegano all’Ispo -, l’attribuire all’alcool un valore “intossicante”, psicoattivo. Ebbene: in Italia pratica il consumo binge il 19% dei 16-17enni e il 23 per cento (il picco della curva) dei 19-21enni. Cosa succede in seguito? Già tra i 22-24 anni lo fa il 16% e via via diminuendo fino ai quarantenni. In Germania e UK ancora “sballa” un quarantenne su 4. Insomma sembra che se le cose non vanno bene agli altri vanno peggio. Tuttavia va detto che con oltre 300 morti nel 2008 siamo ai primi posti in Europa nelle stragi del sabato sera, un fenomeno alcol-correlato.
E la politica come risponde? “Crediamo nell’informazione dei giovani e nel dialogo con gli operatori”, ha dichiarato la ministra della gioventù Giorgia Meloni, “ma non siamo d’accordo sul tasso alcolemico zero e riteniamo debbano essere aumentati i controlli”. Al contrario per Mario Valducci, presidente della commissione trasporti della Camera, “il tasso alcolemico zero per i neopatentati è una misura efficace e”, ha aggiunto, “il momento del bere va separato nettamente da quello della guida”. (La Repubblica – Salute)

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