Rivoluzione Champagne…la bottiglia perde peso!

 “Dieta per ridurre i costi” … Bottiglie di spessore più sottile. Per abbattere i costi e cercare di rimanere sul mercato, nonostante la crisi. Le grandi aziende produttrici di Champagne non hanno avuto scelta: diminuire il peso del vetro che contiene il prezioso liquido. La strategia di marketing sta segnando una svolta epocale per i grandi marchi delle bollicine.

Ne sa qualcosa la francese G. H. Mumm, la società del gruppo Pernod Ricard, che ha avviato la produzione sperimentale di 2 milioni e mezzo di bottiglie più leggere di 65 grammi rispetto a quelle standard da 900. Con il nuovo corso, però, il brindisi non è assicurato. Infatti, non è detto che la bottiglia più leggera possa contenere la forza centrifuga delle bollicine. E dunque, non esplodere sotto la pressione dello champagne. Il rovello non fa dormire sonni tranquilli ai manager della G. H. Mumm: la casa francese da quasi duecento anni adotta un vetro di spessore doppio rispetto allo standard. E, per dare l’ idea della robustezza della bottiglia, non sono stati rari i casi in cui un Cordon Rouge Brut, per esempio, lanciato sullo scafo al varo inaugurale di una nave, sia rimasto intatto. Con l’ inevitabile strascico di scongiuri scaccia malocchio. “Solo il meglio”, è il motto della G. H Mumm. Ma con l’ impennata del barile, il costo del vetro è quasi raddoppiato. E allora, l’ azienda di Reims, che vende 8 milioni di bottiglie l’ anno ed è il terzo produttore mondiale di Champagne, ha deciso di seguire la strada già intrapresa da altre società. Come la Vranken-Pommery Monopole, che ha già ridotto il peso della bottiglia, e ora può caricare 4000 bottiglie in più su ogni tir. G. H. Mumm ha così avviato la produzione sperimentale di 2 milioni e mezzo di pezzi, che sono stati messi a invecchiare due anni nelle cantine dell’ azienda, anche per verificarne la tenuta. “Il test, scrive il londinese Financial Times, sta avvenendo sotto la supervisione del Comitè Interprofessionnel du vin de Champagne (Civc), l’ associazione dei viticultori della regione Champagne-Ardenne. Finché non ci sarà la certezza che il vetro non esplode, il gruppo Pernod Ricard non potrà mettere in commercio il prodotto”. La sperimentazione dei francesi ha contagiato le altre case. Bottiglie più sottili vuol dire tagliare i costi del trasporto e delle materie prime. Ma non tutti sono felici: per i produttori inglesi di prosecco, che continuano a impiegare le tradizionali “misure”, sarà più arduo reperire il vetro giusto. “Sempre meno fabbriche produrranno la bottiglia da 900 grammi – spiega Michael Roberts, fondatore del gruppo Riedge View Estate – La scelta dei francesi rischia di metterci fuori dal mercato”. (La Repubblica)

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