Ricercati filari di Moscato a Pantelleria e Malvasia a Salina…

La Sicilia del vino conta oggì poco più di 500 aziende, per un fatturato complessivo di circa 705 milioni di euro: un business di piccole dimensioni, precisano da Assovini, sfavorito anche dall’eccessiva frammentazione delle aziende nel territorio. Una situazione comune soprattutto nella provincia di Trapani, la più vitata della Sicilia, dove il mercato dei vigneti appare statico. In quest’arca, caratterizzata da ampie distese di filari di differenti varietà, “i prezzi per i fondi ancora da impiantare vanno dai 10mila ai 25mila euro se ubicati nelle zone di minor eccellenza vitivinicola – spiega il presidente provinciale della Fiaip Claudio Gandolfo -.

Per quelli già vitati i valori mostrano un range molto più ampio, a seconda anche del posizionamento nel mercato del vino che se ne ricava”. In questi casi, i prezzi per ettaro raddoppiano, fino anche a superare i 60mila euro” conclude. Quotazioni variegate anche per i manufatti rurali. “Per un ‘baglio’ diroccato si spendono tra i 150-200 euro al metro quadrato – continua Gandolfo – e si sale ai 500-800 euro al metro per quelli da sistemare e si entra in un ventaglio di quotazioni molto ampio per le soluzioni già ristrutturate. Le medie si avvicinano ai 1.500 euro al mq. I più grandi casolari, che caratterizzano il paesaggio soprattutto nelle zone di Marsala e Mazara del Vallo (la cui offerta è però oggi scarsa) vengono però valutati a corpo: quelli riattati con i migliori criteri architettonici, sono stati venduti anche a oltre due milioni di euro”. Sempre più apprezzato il vino delle isole siciliane. Punti riferimento sono Pantelleria, per la produzione di eccellenti moscati e l’isola di Salina, con il Malvasia. A Pantelleria il gruppo Donnafugata, possiede 20 ettari di vigneti e rappresenta il 25della produzione complessiva di uva dell’isola. “Per il suo microclima Pantelleria è una realtà dal potenziale straordinario per chi vuole investire nella produzione di vino” afferma Giacomo Rallo, presidente dell’azienda con baglio a Marsala e altri 170 ettari di vigneto a Contessa Entellina, nel palermitano. Sull’isola del vento, però, un mercato dei vigneti con prezzi chiari non esiste, a causa dei due criteri con cui le aziende locali producono il passito: da un lato quello dei produttori più avviati, orientato al massimo della valorizzazione del prodotto: cioè un litro di passito ricavato da quattro chili di uva. Dall’altro i produttori che puntano soltanto sulle quantità, immettendo nel mercato vini di livello discutibile e non rappresentativi dei costi di gestione presentati da un vigneto pantesco”. Oggi a Pantelleria un fondo non vitato costa da 40 a 50mila euro l’ettaro. “Se il vigneto è già presente – specifica ancora Rallo – il costo medio sale fino 60mila euro l’ettaro”. Nell’isola del vento tira sempre il mercato dei dammusi. “Il prezzo di questi manufatti viene molto influenzato dalla loro facilità d’accesso” spiega Maria Angela Cannarella, della Calltour. Le medie di prezzo si aggirano sui 1500-2mila euro al metro quadrato, ma nella zone più ambite come Cala Levante si sono toccate punte di 9mila euro al mq”. Offerta di terreni molto scarsa per chi punta sulla produzione di malvasia alle Isole Eolie. In base alle indicazioni di produttori e intermediari immobiliari locali, nelle tre zone di riferimento a Salina per la produzione del famoso vino liquoroso (Malfa, Val di Chiesa e Leni), i prezzi di piccoli appezzamenti vitati, le sole tipologie reperibili, non sono mai inferiori ai 20-30 euro al metro quadrato. (Il Sole 24 Ore)

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