Refosco dal Peduncolo Rosso di Aquileia

Il più nobile dei vitigni rossi autoctoni del Friuli Venezia Giulia coltivato anche in alcune zone del Veneto e dell’Istria, le sue origini – antichissime – sono legate in particolare alla zona di Aquileia, città fondata dai Romani che su quel territorio impiantarono i vitigni per la coltivazione del “pucinum”, un rosso molto apprezzato nell’antica Roma, e del quale il Refosco dal Peduncolo Rosso sarebbe un diretto discendente.

Quanto al nome, si deve a una particolarità del peduncolo che regge l’acino, e che diventa di colore rosso a ridosso della vendemmia. Oggi questo vitigno vive una seconda giovinezza grazie all’impegno del Consorzio tutela vini Doc Aquileia che nel 2001 ha dato avvio a un progetto che aveva l’obiettivo di creare un manuale di coltivazione finalizzato sia a migliorare il livello qualitativo, sia alla creazione di un prodotto riconoscibile come autoctono della zona. Durante il progetto – spiegano dal Consorzio – si è cercato di individuare le varietà più adatte allo scopo e anche le differenze di coltivazione percepire quali erano i cloni. L’intenzione del Consorzio, in pratica, era di fornire uno strumento di lavoro ai viticoltori. E infatti la sperimentazione si è conclusa con la pubblicazione di “II Refosco dal Peduncolo Rosso di Aquilea – manuale di produzione viticola ed enologia” nel quale vengono riportati i risultati del test. Il piano ha coinvolto 12 vigneti del comprensorio, nei comuni di Aiello del Friuli, Aquileia, Bagnarla Arsa, Cervignano del Friuli, Fiumicello, Ruda, Trivignano Udinese e Villa Vicentina. (Il Sole 24 Ore)

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