“G & G” a Stresa: i piccoli sono belli!

Copertina_GG  di Fabrizio Vicari (Staff GustoVino)

Stresa, domenica 28 febbraio 2010

Eh si, “i piccoli sono belli”, non c’è dubbio…

Questa frase presa in prestito da Lorella Antoniolo, la fiera e grintosa Presidente del “Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte” durante il dibattito tenutosi all’interno della manifestazione “G&G, Gattinara & Ghemme”, mi è piaciuta particolarmente perché a mio giudizio esprime in pieno uno dei concetti fondamentali emersi dall’incontro di Stresa…

 AIS_VerbanoL’evento promosso dall’AIS di Verbano Cusio Ossola (delegazione guidata da Emilio Bellossi con la responsabilità di Paolo Ferraro) in perfetta sinergia, e con il contributo del Consorzio Alto Piemonte, ai quali vanno i nostri complimenti per l’impeccabile organizzazione, si è svolto nella splendida location del “Grand Hotel des Iles Borromées” di Stresa, un luogo scelto non a caso, ma perché giustamente di grande prestigio per questi grandi vini.

 Consorzio_Alto_Piemonte    L’incontro, che ha avuto un largo successo di pubblico come meritava, è nato per promuovere la cultura del vino e del territorio dell’Alto Piemonte, una perla ristretta ed incastonata tra le Alpi e il Lago Maggiore, ed appartenente alle 3 province di Novara, Biella e Vercelli.

Di questo piccolo lembo di terra fanno parte tante denominazioni che meritano il riconoscimento della fatica e di scelte coraggiose da parte di aziende sia di antiche tradizioni, sia recenti, di dimensioni importanti o di produzioni limitate, tutte aderenti non solo alle due Docg in questione, Ghemme e Gattinara, ma che comprendono anche le 7 Doc: Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona e Sizzano

Una delle maggiori tematiche sorte durante il dibattito, a cui hanno preso parte, oltre alla già nominata Presidente del Consorzio Lorella Antoniolo, anche personalità politiche, giornalisti ed esperti del settore, come la difficoltà ad emergere da parte di queste cantine di elevata qualità è proprio quella dei numeri “piccoli” (Gattinara, ha 100 ettari vitati!), e di strutture adeguate al territorio, per le quali servirebbero più risorse che consentano di dare impulso ad un turismo che ancora stenta a decollare malgrado le splendide attrattive, come i suoi laghi, le montagne (il Monte Rosa), per non parlare dell’offerta gastronomica, che oltre al vino, è fatta dai formaggi, dai salumi, dal riso del vercellese…

E dall’unione le diverse realtà produttive continuano ad emergere eccellenti risultati che stanno portando ormai da qualche anno ad ottenere risultati importanti non solo in campo nazionale, ma anche internazionale, basti pensare che già dal 2002 uno di questi vini ottenne i “3 Bicchieri” dal Gambero Rosso, ed un Nebbiolo del 2005 è risultato quest’anno il “Miglior Vino d’Italia” (l’”Osso San Grato” di Antoniolo).

Vi garantisco che è difficile non farsi affascinare da questi posti, da questi vini, e da queste persone, così vere, schiette e sincere, che grazie ai loro sforzi stanno riuscendo finalmente a far capire al mondo che la qualità dei loro vini e del loro Nebbiolo (che qui prende il nome di “Spanna”) non ha nulla da invidiare anche a quella dei cugini Barolo & Barbaresco che negli ultimi anni ne hanno “oscurato” fama e notorietà.

Si deve infatti riconoscere a questi produttori un ulteriore pregio come il mantenimento delle tradizioni, dello stile e delle caratteristiche dei loro vini, senza aver mai voluto emulare il “Nebbiolo del Basso Piemonte”, ma anzi, mantenendo la propria identità, anche malgrado l’abbandono delle vigne a causa dell’avvento della Fiat e delle industrie, che dopo la seconda guerra mondiale ha richiamato molti verso la fabbrica.

Se vogliamo trovare in questo anche un fatto positivo, si è creato qui oggi un paesaggio spettacolare ed unico al mondo, dato dalle “vigne in mezzo ai boschi” (di cui si è scritto già qui (www.lavinium.com/italiano_2007/franceschini_paradosso_boca.shtml), diversamente da come avviene oggi in tante zone dell’Italia vitivinicola…una scenografia che mi ha conquistato sin dalla prima volta che sono andato da quelle parti, e che ripaga sempre il viaggio per la sua bellezza e la magia dei suoi luoghi incantati…

Ma il mio amore per questo lembo di terra è nato già qualche anno fa, attraverso uno spumante (nemmeno tanto stranamente vista la mia passione per le bollicine), prodotto da uve Erbaluce (Antico Borgo dei Cavalli nel caso), di cui oltretutto se ne fanno di meravigliosi…

Questo territorio regala infinite varietà, grazie alla diversità dei terreni, come ha perfettamente illustrato durante il convegno Rossano Ferrazzano, che vanno dal porfido di Boca e Gattinara, che ne caratterizzano la struttura, fino ai terreni alluvionali, formatisi con la discesa dei ghiacciai del Monte Rosa, di Bramaterra (qui anche porfido e argilla), passando per Ghemme (terrazzi fluviali con ciottoli e ghiaie) fino a Lessona, la parte più bassa, dove troviamo anche sabbia e cristalli di fondale marino che ne donano leggerezza e aromaticità.

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