Prosegue il trend negativo dei consumi domestici di vino

Ormai è il terzo trimestre in rosso: calo del 2% con punte del 13% per gli spumanti, aumenta invece del 4% la spesa. La sensazione tra gli addetti ai lavori è che ci vorranno dai 12 ai 24 mesi per riportare in equilibrio i mercati. Con i consumi interni che continuano a mordere il freno e le vendite all'estero in retromarcia ormai da diversi mesi. Un doppio stop, quello dei consumi e dell'export di vini, che si inserisce in un contesto recessivo globale incerto solo nella durata. Il mercato interno, nella componente domestica, è ormai avviato a un corollario negativo anche quest'anno, come evidenziato in una recente analisi dell'Ismea.

Per il canale Horeca valgono invece le considerazioni generali che individuano nella perdita di potere d'acquisto delle famiglie italiane l'innesco di un rapido dietrofront dei pasti fuori casa, con riflessi ovviamente negativi anche sui consumi di vino.
Per gli acquisti domestici le stime Ismea anticipano un calo del 2% quest'anno. Con riduzioni previste nell'ordine dell'1,6% per i vini e dell'8,8% nel segmento degli spumanti.
A consuntivo si è chiuso, nel frattempo, un altro trimestre in rosso. Il terzo per l'esattezza, che ha comportato nel cumulato dei primi nove mesi del 2008 una flessione degli acquisti delle famiglie italiane dell'1,8% a volume, rispetto allo stesso perizio dell'anno scorso. Un calo relativamente contenuto per i vini (-0,6%), ma a doppia cifra per gli spumanti, che fino a tutto settembre scorso hanno archiviato una perdita, in termini quantitativi, del 12,5%.
Più in dettaglio, nel comparto dei vini emergono andamenti a doppia velocità, con i Vqprd che hanno accumulato un progresso del 3,2% e le etichette da tavola in calo, nello stesso periodo, del 2,5%.
Resta positivo invece il dato monetario, con la spesa domestica, cresciuta nel complesso del 3,7% nei primi tre trimestri, che ha potuto beneficiare dell'effetto propulsivo dei prezzi, particolarmente accentuato nel segmento dei vini da tavola.
Diversi – aggiunge l'Ismea – sono i fattori in gioco che spiegano l'andamento delle vendite di vini e spumanti. Per le Doc-Docg l'aumento dei consumi riflette sostanzialmente l'incremento del numero delle famiglie acquirenti. Al contrario per i vini da tavola e gli spumanti la base acquirenti è rimasta grosso modo invariata, mentre si è notevolmente ridotto, in nove mesi, l'acquisto medio e la frequenza. (FocusWine)

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