Per il Brunello di Montalcino un 2009 all’insegna della ripresa

La Guardia di Finanza e la Procura di Siena chiudono l'indagine: dei 17 denunciati sulle sette aziende coinvolte, otto hanno chiesto il patteggiamento e nove hanno ricevuto l'avviso di conclusione indagini. Grazie alla vittoria della linea del rigore. il Brunello resta simbolo del made in Italy
Con una produzione di 7 milioni di bottiglie per il 2009 destinate per una maggioranza del 60% all'estero, il Brunello di Montalcino, superata la crisi dei taroccamenti (grazie in particolare a chi, come Italia a Tavola, ha tenuto duro sulla linea del rigore, risultata poi vincente per la ripresa),  si conferma un simbolo dell'Italia di qualità nel mondo dove traina l'intera produzione Made in Italy.

Questi è quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del bilancio tracciato dalla Guardia di Finanza di Siena a chiusura delle indagini avviata dalla procura senese nel 2007 in relazione al mancato rispetto del disciplinare da parte delle sette aziende coinvolte con 17 denunciati, dei quali otto hanno chiesto il patteggiamento e nove hanno ricevuto l'avviso di conclusione indagini.
Una bottiglia di Brunello su quattro è destinata agli Stati Uniti che sono il mercato di riferimento ma ben il 9% è diretto in Germania, il 7% cento in Svizzera, il 5% in Canada e il 3% in Inghilterra, mentre il resto viene consumato in Italia, con circa il 10% nel territorio di Montalcino dove alimenta un importante flusso turistico legato all'enogastronomia.
Il volume di affari del distretto del vino di Montalcino è stimato sui 130 milioni di euro all'anno. Il Brunello di Montalcino 2004 è stato giudicato dagli esperti la tra annate più memorabili degli ultimi anni ed ha conquistato le cinque stelle ossia il massimo del punteggio, oltre all'apprezzamento delle first lady del G8 alle quali è stato servito in occazione della visita a Roma. Dopo i primi segnali preoccupanti sull'esportazioni di vino all'inizio anno, si potrebbero dunque aprire prospettive di mercato più positive per l'intera produzione di vino Made in Italy.
La prossima vendemmia 2009 si prevede per l'Italia attorno ai 47 milioni di ettolitri, al di sotto della media degli ultimi cinque anni con un aumento contenuto entro il 5% rispetto allo scorso anno, secondo le previsioni dell'Ismea e dell'Unione Italiana Vini.
Per effetto del clima sarà inoltre anticipata in media di 10 giorni con una produzione di qualità che per ben il 60% potrà essere commercializzata sotto una delle 477 denominazioni di origine (Docg, Doc e Igt) riconosciute in Italia. Una produzione, realizzata per quasi i due terzi in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, con un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi anche se ci sarà una leggera prevalenza dei primi. La produzione in genere si presenta sana e non si segnalano situazioni di criticità dovute a fitopatie ma l'eventuale perdurare di situazioni di alte temperature potrebbe creare situazioni di sofferenza per alcuni vigneti e ridurre la produzione attesa.
L'Italia è il primo produttore mondiale di vino che rappresenta la prima voce dell'export agroalimentare nazionale con 3,6 miliardi di valore delle esportazioni a fronte di un fatturato di un fatturato record di circa 10 miliardi di euro nel 2008. (Italia A Tavola)

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