Panel Poggio Argentiera

L’azienda Poggio Argentiera, si situa nella Maremma Toscana e con coraggio e modernità, periodicamente mette gratuitamente a disposizione dei suoi clienti o potenziali consumatori 6 vini, facenti parte della sua produzione.
Cosa s’intende per  Panel d’assaggio?
Attraverso un Panel, si svolge un’indagine, volta a rilevare dei dati statistici e di gradimento; la prima operazione da compiere è la taratura, per avere dei parametri di giudizio univoci, e successivamente si procede con l’assaggio e con l’esposizione del singolo parere.

Lo staff di GustoVino si è riunito in data 5 giugno 2009 per la degustazione, volutamente a bottiglie coperte e senza consultare le informazioni tecnico – commerciali forniteci dal produttore Giampaolo Paglia, con le quali ha anticipato la spedizione dei vini.

Queste sono le nostre impressioni, accompagnate da alcune notizie e informazione tecniche sui vini:

GUAZZA 2008
Il vino proviene dall’uvaggio di Ansonica (80%) e Vermentino (20%), in vigneti situati in vecchi impianti in prossimità dalla costa della Maremma Toscana, vinificazione in acciaio, gradazione 13%.

All’analisi visiva si presenta paglierino abbastanza scarico tendente al verdolino, facendoci pensare quasi ad un vino del “nord”, se non sapessimo che proviene dal territorio del grossetano; carico di alcol e glicerina appare piuttosto consistente.
Al naso il sentore è del mallo di noce, verde, quasi rugginoso, minerale, sensazione che poi scopriremo insolita soprattutto per i vitigni che lo compongono, Ansonica e Vermentino.
Alla gustativa rispecchia le percezioni avute all’olfatto, soprattutto dal punto di vista minerale, che sembra essere una linea comune di tutti i vini assaggiati.
Non riscontriamo una grande freschezza, e il finale, ammandorlato, è piuttosto corto.

BUCCE 2007
Vino nuovo per l’azienda è composto da Ansonica al 100%, non chiarificato e non filtrato, fermenta con le bucce per circa 5 giorni.
Viene poi affinato per oltre un anno in cemento e legno grande sulle fecce fini.
 
Un vino che subito ci incuriosisce, torbido e di colore paglierino carico sembra far parte di quei “vini naturali” e biodinamici, magari friulani!
Al naso è minerale, una mineralità quasi “affumicata”, molto fresco, quasi carnoso, mentre in bocca l’entrata è piuttosto morbida, apparendo quindi disarmonico nel suo complesso.
Per tutti questi elementi di estraneità non ci è sembrato un vino riconducibile al territorio, lodevole per la naturalità, ma confondibile per il resto.

BELLA MARSILIA 2007
Composto da Sangiovese 85%, Ciliegiolo 10%, Alicante 5%, uve provenienti da nuovi impianti situati in prossimità dalla costa della Maremma Toscana.
Matura in botte per circa 4 mesi 3/4 in acciaio, 1/4 in cemento).

Selvatico, complesso, speziato, molto fresco, erbaceo, con marcati sentori di ciliegia sotto spirito.
E’ la DOCG  Morellino di Scansano,che più degli altri prodotti da visibilità sul mercato; poco scalpitante nonostante le evidenti note di freschezza e bevibilità .

MAREMMANTE 2008
Proveniente da un uvaggio di Syrah e Alicante al 50%, da nuovi impianti del Podere Keeling, nel comune di Scansano, a 250 m slm., da terreni ricchi di scheletro.
La macerazione dura intorno ai 10 giorni, matura in vasca per circa 4 mesi e la gradazione alcolica è di 14%.

Dal colore nero impenetrabile, l’Alicante, in pari proporzioni col Syrah, ben si armonizza in un assemblaggio tipicamente mediterraneo, dai sentori di liquirizia, caffè, frutti neri e speziati, per un vino solare come la Maremma.

FINISTERRE 2005
Il vino è composto da Alicante e Syrah in parti uguali, da impianti situati con esposizione Nord-Sud, su terreni sabbioso-limosi a 8-10 km dalla costa del Parco Naturale della Maremma nel comune di Grosseto, e in particolare con esposizione Nord-Ovest su terreni argilloso-sabbiosi di tipo alluvionale nel Comune di Scansano (Pod. Feeling).
Fermenta al 100 % in barriques di età superiore ai tre anni alle quali è stato tolta una estremità e poste in verticale, mentre la malolattica e la maturazione avviene in barriques solo di secondo e terzo passaggio (70 % e 30 % rispettivamente) di rovere di provenienza Allier a tostatura media, per 18 mesi; quasi 15% alcolici.

Bel colore, di un rubino intenso, quasi nero, al naso ci colpisce la nota balsamica, vanigliata data dal legno che però appare ben integrata con il fruttato maturo. Gli aromi caratterizzanti, derivati dalle due varietà utilizzate, l'Alicante ed il Syrah, sono riconducibili alla liquirizia, pomodori secchi sott'olio, cioccolata.
Alla gustativa emerge la nota alcolica anche piuttosto scomposta, dando una sensazione non di grande raffinatezza complessivamente aiutata dall’apporto del legno piccolo.
E' un blend mediterraneo originale e di grande personalità.

PRINCIPIO 2008
Ciliegiolo al 100%, da vigne di oltre quaranta anni, situate sotto Manciano scendendo verso il mare; gradazione alcolica di 14%.

 

Il Ciliegiolo è senza dubbio il vitigno storico da sempre coltivato in queste zone, e quindi avanti con quest’uva Maremmana per eccellenza, di cui Principio rappresenta la versione d’annata.
Al naso si presenta come un’esplosione di freschezza, con note di ciliegia marasca ed amarene, l’ingresso in bocca si conferma fresco e fruttoso, mentre nel centro bocca il vino si fa complesso, con struttura importante, tannini evidenti e un po’ ruvidi, confermati nel finale lungo, fresco e vivace.
Per le sue caratteristiche di bevibilità e immediatezza, riteniamo che non sia un vino da invecchiamento, si consiglia una maggiore estrazione e forse, anche se breve, passaggio in legno per conferirgli maggiore struttura.

 

Se anche la degustazione è stata fatta alla cieca, i nostri sensi hanno cercato nei vini dell’azienda quei tratti distintivi del territorio: freschezza, mineralità spinta e marina, e agilità gustativa .
Nel complesso questi caratteri sono stati riscontrati, ma troppo spesso abbiamo pensato di aver sbagliato azienda.
In tutta la linea si sente la mano, volutamente internazionale, che potrebbe collocare ovunque questi prodotti, ben confezionati, ma poveri dello spirito del territorio in cui nascono.
Non basta scegliere vitigni autoctoni per legare il vino al territorio.

 

Staff GustoVino

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