Una serata “open” all’Open Baladin

E’ con entusiasmo che vi parliamo di un locale di nuova apertura, “L’Open Baladin”.
Baladin in francese significa “cantastorie”, le stesse storie che riesce a raccontare un buon bicchiere di birra, e qui di birre ce ne sono tante: oltre 100 birre in etichetta delle migliori produzioni nazionali, e ben 40 birre alla spina che a rotazione rappresenteranno quanto di meglio producono gli artigiani italiani e alcuni dei loro colleghi stranieri.

 

L’Open è un locale con un’anima, anzi due:  Teo Musso, che la birra artigianale l’ha inventata e Leonardo Di Vincenzo che in quel di Rieti la produce.

 

Il locale occupa quasi un isolato di via degli Specchi; entrando quello che colpisce è la parete che accoglie, brillanti e colorate, le 100 birre in bottiglia, che allineate e ordinate sembrano le canne dell’organo di una chiesa, dove suona incessante musica diversa e forte difficile da definire, ma è parte dell’atmosfera e molte birre sono nate con la musica, infatti Teo Musso studia l’effetto che la musica produce durante la fermentazione.

 

Da questa Sancta Santorum si dipanano gli altri ambienti del locale: la cucina a vista, la sala dedicata alle birre straniere ospiti, ribattezzata il “Mini Open”, con un piccolo bancone e un grande tavolo intorno al quale bere e dove in futuro si potranno incontrare i vari produttori di birra; salottini, tappeti, centrini, foto d’epoca e tende delle altre stanze, ricordano gli ambienti Tzigani, e nomade è anche il cibo che viene proposto.

La cucina è nelle mani di Gabriele Bonci e Andrea De Bellis che, partendo dal classico abbinamento birra e panino, hanno escogitato il modo di far diventare companatico i piatti della tradizione italiana: la trippa, la lingua, le polpette oltre al classico mozzarella e pomodoro.
L’insieme vuol essere informale e giovane, ma le birre che si bevono, servite in Teku o in pinta romana, invitano alla degustazione, e ad un approccio lento e meditativo, si gustano a partire dalla schiuma e annunciano profumi e sapori che raccontano le materie prime adoperate e l’amore di chi li ha scelte.

Noi siamo soliti parlare di vino, quel vino frutto di un lavoro serio e faticoso; questa è stata l’occasione per scoprire che anche la birra e il suo mondo, vivono delle  atmosfere altrettanto nobili e profonde, e che come recita il motto del locale, che fa da cornice alla carta delle birre : “Open Baladin Roma grandi birre per una nuova rivoluzione nell’arte birraria italiana”.

 

Carla Campus
Sommelier
Staff GustoVino
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