OCM vino, si cambia

Nuove misure dall'1 agosto. Il primo passo? Regolarizzare gli impianti illegali attraverso l’obbligo di estirpazione, di distillazione dei prodotti o di sanzioni
A partire dal primo agosto entrerà in vigore la nuova Ocm vino. In realtà si tratterà di una Ocm unica (regolamento CE n. 491/2009) in cui confluirà il regolamento n. 479/08. Una strategia in 56 pagine che si proporrà di aumentare la competitività dei produttori europei, riconquistare il mercato, equilibrare domanda e offerta, e nello stesso tempo semplificare l’assetto legislativo, salvaguardare le migliori tradizioni viticole europee e rafforzare il tessuto sociale delle zone rurali. Obiettivi ambiziosi, che potranno essere raggiunti intervenendo sul potenziale produttivo e sugli scambi coi paesi terzi, con misure di sostegno permanenti e transitorie.

Relativamente al potenziale produttivo, il primo passo sarà quello di regolarizzare, entro il 31 dicembre, gli impianti illegali attraverso l’obbligo di estirpazione, di distillazione dei prodotti o di sanzioni. Il potenziale viticolo europeo è infatti attualmente regolato dal sistema dei diritti d’impianto e col regolamento 479 è stato introdotto un divieto di impianto fino al 2015, con possibile proroga al 2018. Tra l’altro il regime di estirpazione attualmente in vigore sarà interrotto nel momento in cui sarà raggiunto l’8% della superficie vitata estirpata a livello nazionale o il 10% a livello regionale, con possibilità di esclusione per i vigneti di montagna e zone a rischio ambientale. In Sicilia la superficie massima estirpabile è pari a 11.963 ettari, su un totale di circa 120 mila ettari di vigneti, e le domande presentate nel 2008 sono relative a circa 6.700 ettari. Isola di Pantelleria, Arcipelago delle Eolie e le zone montane come l’area Doc Etna sono state escluse dal regime. La dotazione finanziaria è di 464 milioni di euro per la campagna 2008-2009, 334 milioni per la successiva e 276 per la campagna 2010-2011. Per l’abbandono definitivo, nell’ultima campagna, i premi ad ettaro partiranno da 1.450 euro a 12.300 in relazione alla resa storica in ettolitri. Tra le misure permanenti di intervento il nuovo regolamento prevede il regime di pagamento unico, la promozione sui mercati dei paesi terzi, la ristrutturazione e riconversione vigneti, la vendemmia verde, i fondi di mutualizzazione, l’assicurazione del raccolto e gli investimenti. Tra le misure transitorie, ovvero quelle che decadranno il 31 luglio 2012, la distillazione dei sottoprodotti, la produzione di alcol per uso alimentare, la distillazione di crisi e gli aiuti per l’arricchimento. Per la Sicilia la distillazione facoltativa nel 2008-2009 ha riguardato oltre 950 mila ettolitri che dopo il 31 luglio 2012 dovranno avere, dunque, un’altra destinazione.
I prodotti disciplinati dal regolamento dovrebbero inoltre essere ottenuti nel rispetto delle restrizioni e delle pratiche enologiche riconosciute a livello comunitario e tenere conto degli aspetti connessi alla salute e alle aspettative dei consumatori circa la qualità ed i metodi di produzione. Tra le indicazioni facoltative la possibilità per un vino da tavola di indicare il nome del vitigno e l’annata.
Ma ciò che fa molto discutere è il tema delle indicazioni geografiche che prevede l’allineamento della normativa attuale con quella applicata dall’Ue per i prodotti alimentari di qualità, Igp e Dop.
Entro il 31 dicembre del 2011 gli Stati membri dovranno comunque inviare alla Commissione i fascicoli tecnici e le decisioni nazionali di approvazione per l’automatico riconoscimento delle stesse ai sensi del nuovo regolamento. (Cronache di Gusto)

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