NON SOLO LANGHE…il mio resoconto

Atheneaum_logo_quadratoA cura di Fabrizio Vicari (Staff Gustovino)

Cronaca di uno stravagante, regale sposalizio, tra gli incantevoli vini de ”l’altro Piemonte” e gli aristocratici formaggi del Regno Unito

Bella serata quella organizzata da Atheneaum  sui vini dell’ “Alt-ro Piemonte”, zone forse sconosciute ai più, ma nate addirittura “prima” dal punto di vista vitivinicolo, come l’Alto Piemonte, il quale non ha nulla da invidiare alla vicina Langa, sia  dal punto di vista della qualità dei suoi vini, sia per il forte legame tra tradizione e varietà di territorio, o la zona dell’Alessandrino, dove nasce il Timorasso, vino unico ed affascinante, tra i migliori bianchi italiani…

La degustazione è stata ideata da Alessandro Arditi, che insieme ad Aleksandra Fortuna rappresenta Le Huit, agenzia di distribuzione di prodotti di eccellenza come quelli di Valsana, azienda che ricerca, affina e seleziona formaggi e salumi sia italiani che esteri, ed i vini de La Colombera, Mirù ed Anzivino.

A guidare la degustazione c’è Antonio Mazzitelli, Sommelier dell’”Union de la Sommellerie Francaise”, docente di Enografia italiana e francese ai corsi F.I.S.A.R., nonché forte promotore della bio-diversità ampelografica come ricchezza della viticultura italiana, argomento conduttore della serata…

All’evento hanno partecipato per le aziende: Elisa Semino per La Colombera (Tortona, AL), Marco Arlunno per Mirù (Ghemme, NO), il Dott. Giuseppe Zatti enologo dell’azienda Anzivino (Gattinara, VC), ed ovviamente Alessandro Arditi per Valsana (Santa Lucia di Piave, TV).

In abbinamento sono stati proposti alcuni nobili formaggi del Regno Unito, paese dall’antica tradizione casearia (in Gran Bretagna oggi si contano circa 700 qualità di formaggi, contro i poco più di 400 dell’Italia) che nasce nei monasteri sin dall’800 e che malgrado abbia attraversato varie vicissitudini che ne hanno messo in difficoltà il proseguimento, tra cui la rivoluzione industriale e le guerre, è in grado ancora oggi di regalarci prodotti di altissimo livello qualitativo…

La_ColomberaLA COLOMBERA

Il Timorasso è un vitigno “riportato alla luce” alla fine degli anni ’80 da Walter Massa, il promotore della riscoperta di questa vino dalle enormi potenzialità, e che oggi possiamo affermare tra i pochi bianchi italiani in grado di invecchiare nel tempo anche fino ai 10-15 anni…

Una delle aziende che ha seguito ed ha creduto in questo vino è La Colombera, 14 ettari di vigneto nel piccolo borgo di Vho, a pochi km da Tortona (AL), in un territorio incastrato tra Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia poco lontana…

A rappresentare l’azienda c’è Elisa, figlia di Piercarlo Semino (oggi a conduzione della cantina), la quale cura gli aspetti sia commerciali che di produzione della cantina avendo dedicato i suoi studi alla viticoltura ed enologia presso la facoltà di agraria a Milano, collaborando con il prof. Attilio Scienza e  discutendo la sua tesi proprio sullo studio della genetica del Timorasso…

La prima etichetta del Timorasso de La Colombera nasce nel 2000 mettendo insieme vari vigneti di proprietà dell’azienda dai quali poi nel 2006 si arriverà ad individuare nel Montino il “cru” che oggi rappresenta il vino di punta della cantina, prodotto su un altitudine di circa 270 metri s.l.m.(contro i circa 400 metri ideali per questa tipologia) con rese molto basse che si attestano intorno ai 65 qli/ettaro…
Le rimanenti vigne vanno a comporre la cuvee del classico Derthona…

Montino_La_ColomberaIL MONTINO 2009
Dal caratteristico colore giallo paglierino carico all’analisi visiva è brillante e pulito, indice già di una buona acidità…
Malgrado un frutto abbastanza presente, caratteristica di gioventù, come banana e frutta tropicale, mantiene una sua austerità, facendo emergere una mineralità piuttosto evidente, con note calcaree fino ad una leggera speziatura che lo rende ideale per abbinamenti come per esempio lo speck…
In bocca è caldo e discretamente alcolico (siamo intorno ai 14%), con un corpo potente che andrà a pulire sicuramente cibo grasso, insieme ad una bella acidità, utile a far durare il vino ancora per molto tempo…

IL MONTINO 2008
Con un anno sulle spalle, il colore diventa giallo dorato ed anche al naso le cose iniziano a cambiare, infatti si colgono nitide le note di idrocarburo che ci fa ricordare un vitigno francese, lo Chenin Blanc, tipico della Loira…
Di seguito emergono nuances anche di polvere pirica che si vanno ad intrecciare distintamente a sentori floreali e di frutta esotica, mente in bocca è più verticale rispetto al fratello più giovane, dritto e sempre austero, con una “post-gustativa” corretta e perfettamente corrispondente all’olfattiva…
Un insieme di peculiarità che ne fanno un vino complesso, elegante ed affascinante al tempo stesso…
Viste le grandi potenzialità di questo vitigno chissà che un giorno qualcuno possa anche pensare di produrne anche uno spumante e/o un vino dolce…

MirMIRU’

Siamo a Ghemme, in provincia di Novara, nella zona dell’Alto Piemonte, precisamente in Valsesia, dove sin dal ‘500 si parla di Mirù (significa “costruttore edile”), ma la sua storia inizia nei primi del ‘900, per poi subire un ridimensionamento nel dopoguerra a causa dell’industrializzazione e successivo abbandono delle campagne…
Alla fine degli anni ’70 Eugenio Arlunno prende in mano le redini dell’azienda che lascerà dal 2009 al figlio Marco, l’attuale titolare della cantina, oggi presente alla degustazione…
L’azienda che oggi conta circa 8 ettari di vigneto ad un’altitudine di circa 300 metri sl.m. ha un’attenzione particolare verso l’eco-compatibilità, ed ha collaborato con l’Università di Milano riguardo alcuni studi su l’inerbimento…

VespolinaVESPOLINA 2009
Bel rosso rubino brillante, all’analisi olfattiva emergono distinte note speziate di pepe e piccola frutta rossa, frutti di bosco e ciliegie…
Non ha caratteristiche di complessità, è un vino disimpegnato, da uso quotidiano, pulito in bocca, di medio corpo e una discreta alcolicità (12,5%)…
Ottimo nerbo acido utile per pietanze grasse tipo carne di maiale e salumi anche piccanti, vista la sua morbidezza in equilibrio alle componenti dure, dal finale non lunghissimo…
Ideale su risotto al radicchio o verdure gratinate…

NEBBIOLO SPANNA 2007 Nebbiolo
Ottenuto da uve Nebbiolo che qui prende il nome di Spanna”, appare di un rosso granato e brillante, ovviamente scarico a causa della scarsa capacità estrattiva tipica del vitigno…
Al naso spiccano le caratteristiche note di rosa canina e viola carnosa, frutta rossa (marasca) e speziatura dolce alternata a pepe e chiodi di garofano, marcatori tipici del Nebbiolo che ritroveremo spesso…
All’analisi gustativa è molto fresco, caldo e discretamente alcolico, ma ci affascina la sua morbidezza con un tannino in evidenza che gli consentità di proseguire la sua vita ancora per anni…

GhemmeGHEMME 2004 (95% di Nebbiolo, 5% Vespolina)
Rosso granato leggermente più intenso del precedente, al naso è dolce, quasi “pasticceria”…
Emerge sempre una rosa ed una viola molto fresca insieme ad una marasca in bella evidenza che torna perfettamente in retro-olfattiva…
E’ bello seguire il cambiamento nel bicchiere man mano che il liquido si ossigena sprigionando sentori di spezie piccanti come pepe nero e chiodo di garofano, ed una nota balsamica nel finale…
Un bel tannino setoso è ben equilibrato da corpo e morbidezza; molto persistente e lungo…
Indubbiamente un prodotto di classe ideale per carni nobile quali cacciagione e selvaggina…

AnzivinoANZIVINO

L’azienda Anzivino si trova nel centro storico di Gattinara, in provincia di Vercelli, ai piedi del Monte Rosa, dall’altra parte del Sesia rispetto a Ghemme, su un terreno di porfido quarzifero e  poco profondo, elementi fondamentali che andranno a determinare alcune caratteristiche del vino…
I vigneti sono esposti a sud, quindi abbastanza caldi in estate, ma le correnti fredde provenienti da Monte Rosa ne creano escursioni termiche ideali al fine di preservare ed esaltare i profumi del vino…

Il dott. Zatti enologo dell’azienda, ci illustra la storia della famiglia Anzivino (di origine costruttori…qualcosa in comune con Mirù?) che dal ’96 si stabilì in questa zona da Milano, spinti dalla passione per la viticoltura, con la voglia di fare qualità e mantenere la tradizione e legame con il territorio, ed acquistando inoltre terreni anche in provincia di Biella, da cui proviene il loro Bramaterra…

GattinaraGATTINARA 2006 (Nebbiolo 100%)
Rosso granato brillante con una nota balsamica evidente, caratteristica ancora di gioventù malgrado i quasi 6 anni sulle spalle…
Sono sempre presenti la rosa e la viola, ma in maniera più sottile, come del resto anche le spezie sono sottotono, giocando tutto su finezza ed eleganza…
In bocca è perfettamente equilibrato, con una bella acidità che insieme alla morbidezza va a compensare un bel tannino dai tratti vellutati…

BRAMATERRA 2004 (Nebbiolo 60%, Croatina 30%, Bonarda e Vespolina) Bramaterra
Qui siamo in provincia di Biella, dove i terreni sono meno argillosi e quindi i vini più fini e delicati…
Il colore è di un granato carico, con un naso molto interessante dato da un frutto perfettamente maturo a cui si aggiungono note minerali, gessose e calcaree, distinte da sensazioni di selce, con una bella speziatura pepata a cui si aggiunge nel finale una visciola quasi “ruffiana”…
Tutto ritorna coerente alle beva, una grande salivazione giustifica un vino molto vivo, in gran forma e piena maturità, con dei tannini setosi e di ottima fattura…

FaticatoCOSTE DELLA SESIA NEBBIOLO “FATICATO” 2007
E’ ottenuto da uve appassite sui graticci dai 40 ai 60 gg., un tipo di lavorazione a noi nota (Amarone, Sforzato…), ma non certo propria di queste parti…
Ne viene fuori un vino più concentrato a causa della perdita di acqua e maggior quantità di zuccheri, quindi ovviamente più corposo…
Al naso sentori di spezie dolci dove la cannella la fa da padrone, poi pepe e chiodo di garofano…
Ritornano ancora le tipiche rosa e viola, ma più grasse…una rosa rossa ed una viola “del pensiero”, che fanno da contraltare ad una grande prugna da appassimento…
In bocca è carnoso e potente, con un gran corpo ed un’acidità che contrasterà bene sicuramente piatti come brasati, stracotti e goulash!

ValsanaVALSANA

La Valsana, che ha sede a Santa Lucia di Piave in provincia di Treviso, è un’azienda di eccellenza nell’affinamento dei formaggi, ed è stata recentemente incaricata di selezionare i suoi “caci inglesi” in occasione dei festeggiamenti per il compleanno della Regina svoltisi a giugno, presso l’ambasciata britannica di Roma…

Alessandro Arditi ci ha condotto quindi alla scoperta di alcuni pregevoli prodotti da abbinare ai vini in degustazione…

CHEDDAR

Il Cheddar, il più famoso e tipico formaggio inglese, ampiamente prodotto anche in diverse parti del mondo, è originario fin dal 1170, della città omonima nella contea di Somerset…
Nel corso della II guerra mondiale tutto il latte doveva andare alle fabbriche del formaggio Cheddar che era impiegato per le truppe. Questo causò la rinuncia a produrre altri formaggi…
Nonostante non sia un formaggio DOP, si ritiene che il metodo di lavorazione e conseguente prodotto finale sia da riconoscere come originale alla città di Cheddar e viene prodotto con lavorazione artigianale a mano e con latte vaccino crudo proveniente dalle quattro contee inglesi di Devon, Dorset, Somerset e Cornwall.; questa lavorazione dà come risultato caratteristiche organolettiche molto differenti, causate dai diversissimi microclimi dei pascoli…
Con il termine “cheddaring” si indica il processo manuale decisivo nel processo produttivo che consistente nell’impilare e rivoltare i pezzi di cagliata per almeno un’ora, al fine di ottenere una consistenza più friabile e una maggiore conservabilità…
Curiosità: in occasione del suo matrimonio, alla regina Vittoria (1840), che prendeva come suo sposo il principe Alberto di Sassonia-Coburgo, venne regalata una forma di Cheddar del peso record di ½ tonnellata…

Cheddar_Yarg1) CORNISH YARG DELLA CORNOVAGLIA
Da latte vaccino pastorizzato è un formaggio di una buona complessità aromatica grazie anche alla crosta quasi completamente ricoperta da foglie di ortica.
Il sapore è delicato, dolce, erbaceo e burroso, elementi che ritornano in bocca insieme a sensazioni agrumate che si vanno ad allineare perfettamente con il Timorasso, contrastando con l’acidità del 2008 e la morbidezza e profumi del 2009…
Una curiosità riportata nel sito dell’azienda: questo formaggio viene prodotto dalla famiglia Gray (“Yarg” è “Gray” scritto al contrario!), e dal 2000 iniziò a riscuotere un successo tale per cui oggi viene riconosciuto come uno dei migliori formaggi inglesi artigianali, vincendo nel 2009 la medaglia d’oro al British Cheese Awards..

2) CHEDDAR WESTCOMBE DEL SOMERSET Westcombe
Lavorato con latte vaccino crudo provieniente da mandrie alimentate al pascolo nella regione del Somerset, entro un miglio dal Caseificio Westcombe…
All’analisi olfattiva si percepiscono note sempre erbacee, floreali e fruttate, ma in maniera forse meno complessa del precedente…
Al gusto è lievemente dolce e burroso per cui il “giovane” Timorasso 2009, non avendo raggiunto la complessità del 2008, risulta a nostro giudizio forse il più indicato…

Quicke3) CHEDDAR QUICKE DEL DEVON
Formaggio di capra dal profumo di frutta secca come mandorla tostata, mentre in bocca risulta piuttosto cremoso con note erbacee e terrose ed una punta decisa di acidità nella parte finale…
Abbiamo provato ad abbinarlo al Nebbiolo Spanna di Mirù con il quale fa un po’ a spallate a causa dell’acidità e forte speziatura riscontrate da entrambe le parti, ma che grazie alla sua morbidezza riesce in qualche modo a bilanciare le caratteristiche pungenti del formaggio…
Invece il Ghemme, con la sua morbidezza ed un bel tannino deciso è in grado sicuramente di domarne le asperità, ma con il rischio di sovrastarlo…

4) PERL LAS DEL GALLES Perl_Las
Sicuramente il formaggio più interessante della serata, un elegante erborinato (Perl Las significa Perla Blu) da latte vaccino, certificato biologico…
In bocca è splendidamente armonico tra aromaticità e sapidità, poi morbido e dal sapore penetrante sarebbe forse l’ideale per i vini dolci, ma sicuramente il Fortificato di Anzivino riesce a tenergli testa grazie alla dolcezza dell’appassimento che invita a continuarne il curioso matrimonio…

Red_Leicester5) RED LEICHESTER SPARKENHOE DEL LEICESTERSHIRE
Ultimo formaggio in degustazione, anche questo proveniente da latte vaccino, insolito per la pasta arancione a causa dell’aggiunta di annatto: “Viene comunemente indicata con il nome di annatto una serie di coloranti giallo-rossicci di struttura derivata dal carotene estratti dalla Bixa orellana, una pianta spontanea dell’Amazzonia”
All’analisi olfattiva è dolce e aromatico, caratteristiche molto seducenti che mantiene anche al gusto sposandosi molto bene con il Bramaterra di Anzivino, vino da un suo fascino particolare, fine e che quindi non rischia sbilanciarne l’unione, ma al contrario, ne esalta le reciproche qualità naturali…

Ringraziamo Atheneaum sempre per la puntuale organizzazione degli eventi, facendo inoltre i complimenti, per l’alta qualità dei rispettivi prodotti, agli ospiti intervenuti ad una serata a nostro giudizio tra le più affascinanti dell’attuale programma dell’associazione…alla prossima!

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *