Natureo: nasce il vino non alcolico (0,5°) targato Torres

Viviamo in tempi dominati dalla psicosi del salutismo e dalla paura che anche solo un paio di bicchieri di vino consumati a tavola non solo ci creino seri problemi nel caso di un controllo della Polizia Stradale, ma che ci facciano male alla salute e allora che fare?
Rinunciare a bere, soprattutto determinati vini che presentano un tenore alcolico molto elevato, frutto delle annate calde ma anche di esasperate scelte in materia di tempi di raccolta delle uve e di pratiche di cantina, oppure bere meno?

Dalla Spagna arriva una risposta, che non è la soluzione, ma un’ipotesi di lavoro proposta da un produttore importante e serio.
Come racconta in questa news il sito Internet della rivista inglese Decanter, le Bodegas Torres, storica azienda del Penedès, la celebre zona spumantistica patria del Cava, hanno appena lanciato sul mercato un nuovo vino, denominato Natureo, per la precisione Penedès Bianco Natureo, che si propone come il primo vino “non-vino”, perché presenta un contenuto alcolico limitato a soli 0,5 gradi.
A dire il vero non si tratta di una vera e propria commercializzazione ufficiale in grande stile, ma di una prova saggio – il vino andrà sul mercato realmente dal 2009 – che è in corso di test nelle aree di servizio delle auto-piste e degli aeroporti della catena Areas – al prezzo di vendita di 6 euro, con una produzione limitata a 8000 litri circa confezionati in bottigliette da 187,5 ml e in bottiglie più grandi da 375 e 750 ml.
Questo “vino”, frutto di tre anni di sperimentazioni, ottenuto da uve Moscato o Moscatel de Alejandria dei vigneti della Tenuta Can Gomà, è stato prodotto con una tecnica particolare, denominata la tecnica dello “Spinning Cone Column”, messa a punto in Australia, mediante la quale, come si può leggere su questo sito Internet inglese, si realizza una vera e propria separazione del vino nelle sue componenti elementari (tannini da una parte, acidità dall’altra, estratto secco, acqua, alcol…).
Il vino viene poi ri-assemblato senza alcol o con una componente alcolica molto ridotta e di fatto conserva intatta la sua parte aromatica e le sue caratteristiche originarie. Con queste caratteristiche il Natureo entra a far parte della categoria, sempre più ampia, dei vini “light” o “desalcolizzati”.
Vini a basse calorie come quelli dell’industria olandese Natural Wines Co, o de La Cote de Vincent in Alsazia che presentano lo 0,3% di alchol, oppure i vini della cooperativa castigliano-manchega El Progresso, dalla gradazione ridotta a sei gradi, sino all’Altos de la Ermita, un vino parzialmente analcolico (6.5°) recentemente messo in commercio dal gruppo, sempre spagnolo, Casa de la Ermita.
Il Natureo, del costo intorno ai sei euro, è rivolto non solo ai giovani, ma alle donne in attesa, a coloro che per motivi religiosi non possono assumere bevande alcoliche, nonché a coloro che guidano e non vogliono privarsi del piacere di uno o più bicchieri di vino, e la vendita sarà per il momento limitata al mercato spagnolo. Secondo l’azienda si tratta di un bianco “excelente como aperitivo, ideal para todo tipo de pescados, mariscos y arroces”, ovvero eccellente come aperitivo, e adatto a pesce e frutti di mare, va servito ben freddo e consumato giovane, nel giro di un anno.
Le note di degustazione aziendali lo definiscono “Amarillo pálido, muy nítido. Ricos y frescos aromas muy florales de manzanas verdes, melocotón y cítricos. En boca es fresco y alegre”.
Operazione commercialmente e tecnicamente ineccepibile, quella del Natureo, che vedremo se incontrerà o meno il favore dei consumatori, ma trattandosi di un vino costruito e smontato e poi ricostruito, con tecniche da laboratorio e da enologia d’avanguardia, si può ancora definirlo a ragion veduta “vino”, oppure come una “bevanda di origine vinica”? (Franco Ziliani)

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