Montepulciano d’Abruzzo, oltre la Doc e la Docg

Si è svolta sabato 6 settembre presso il Teatro Comunale di Atri (Teramo) un Convegno organizzato dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino dal titolo “Montepulciano d’Abruzzo, oltre la DOC e la DOCG”. Hanno collaborato a questa Tornata: l’Università (Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia e Dipartimento di Scienze degli Alimenti) e la Camera di Commercio di Teramo, l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo e l’Agenzia Regionale dei Servizi di Sviluppo Agricoli (ARSSA).

Dopo i saluti delle autorità, tra cui il vescovo di Teramo, Monsignor Michele Seccia, la parola è passata al Presidente dell’Accademia, il professore Antonio Calò, che ha tracciato il percorso storico del Montepulciano dal 1300 fino a oggi, dissipando ogni dubbio e chiarendo la differenza profonda tra il Sangiovese e il Montepulciano, vitigno con personalità e qualità importanti, sicure e oggi universalmente e completamente riconosciute.
I lavori sono continuati con la relazione del Presidente Assoenologi, Nicola Dragani, il quale ha evidenziato i profondi cambiamenti della produzione vitivinicola negli ultimi decenni: “In Abruzzo, ha dichiarato, la vitivinicoltura ha vissuto, negli ultimi 15-20 anni, trasformazioni importanti sia negli impianti viticoli, che nelle Aziende di trasformazione e nelle forme di commercializzazione del prodotto”. Il Montepulciano d’Abruzzo doc ha una produzione di quasi 900 mila hl e rappresenta quasi l’80% di tutto il vino a denominazione d’origine prodotto nella Regione.
L’attenzione è stata rivolta anche alla nuova Organizzazione Comunitaria del Mercato del Vino (OCM Vino) che sarà valida fino al 2013 e che, per la prima volta, è stata approvata con il voto contrario di Italia, Spagna, Francia e Portogallo e l’astensione di Germania e Austria (esprimendo, in pratica, il punto di vista dei soli paesi consumatori e non di quelli produttori): “Un risultato, ha commentato Nicola Dragani, che richiede adeguata riflessione nell’applicare le nuove disposizioni in Abruzzo, per evitare sconvolgimenti nella filiera e ripercussioni negative sugli operatori”. 
La parola è poi passata al professore Michele Pisante, del Centro di Ricerca e Formazione in Agronomia e Produzioni Vegetali del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Teramo, che ha illustrato il progetto “Agroscopeampelos”, finalizzato allo studio e alla classificazione del sistema vitivinicolo delle Colline Teramane: “Obiettivo prioritario del progetto, ha spiegato il professor Pisante, è l’integrazione tra le conoscenze disponibili sul sistema vitivinicolo delle Colline Teramane e le nuove esigenze di ricerca dinamica rivolta a studiare quelle specificità del sistema vitivinicolo che non siano ancora state indagate in modo approfondito”.
L’intervento di Giovanna Suzzi, Direttrice del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Teramo, ha avuto come oggetto la selezione dei lieviti da utilizzare durante il processo fermentativo del Montepulciano d’Abruzzo: “Il ceppo S615, ha spiegato, presenta caratteristiche enologiche importanti per la produzione del Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg, per il contributo aromatico e per il colore stesso, che esaltano la tipicità del vino”. Il ceppo S615, ha la capacità di essere sempre presente durante tutta la fermentazione e di dominare gli altri lieviti: “I risultati ottenuti confermano come l’uso di starter autoctoni è di importanza fondamentale per la produzione di vini di alta qualità e per coloro che mirano all’ottenimento di vini con peculiari caratteristiche di tipicità”.
Il professore Giuseppe Arfelli, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Teramo, ha poi illustrato i risultati di una ricerca condotta su uve prodotti in diverse zone dell’Abruzzo volta a verificare con moderni strumenti tecnologici, l’influenza sulla produzione vitivinicola delle uve provenienti da terreni diversi e trattate con differenti tipi di lieviti.
I lavori della mattina sono stati conclusi dall’intervento del professore Giovanni de Gaetano, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Campobasso, che ha trattato il tema dell’effetto del consumo di vino sulla salute, spiegando come l’assunzione in dosi moderate abbia conseguenze benefiche sull’organismo umano, aiutando a prevenire numerose patologie. “L’intero settore viti-vinicolo è stato in qualche modo trainato negli ultimi anni dalla ricerca biomedica: ecco perché, quando parliamo di consumo moderato di vino, non ci riferiamo solo a una sana abitudine di vita, ma anche a un processo di riappropriazione culturale, di recupero di tradizioni e di valori del territorio, in netta antitesi con la tendenza all’omologazione dei gusti e dei valori”.
Nel pomeriggio si è svolta una Tavola Rotonda sul tema “I punti di forza e di debolezza del Montepulciano d’Abruzzo”, introdotta dalla relazione di Cesare Intrieri, vice-Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, il quale ha illustrato il ruolo delle applicazioni della tecnologia nella produzione vitivinicola.
Solange Ramazzotti, ricercatrice del Centro di Ricerca e Formazione in Agronomia e Produzioni Vegetali del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Teramo, è intervenuta con una relazione sulla viticoltura di precisione, che attraverso l’impiego dei più moderni sistemi di rilevamento satellitare consente di realizzare una mappatura precisa dei vigneti.
Il monitoraggio delle vinificazioni del Montepulciano d’Abruzzo è stato al centro dell’intervento di Rosanna Tofalo, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Teramo, che ha illustrato uno studio condotto durante la vendemmia del 2007.

Renzo Angelici, Direttore Marketing & Technical Management di Bayer CropScience, ha dedicato la sua relazione alle innovazioni nel campo dei sistemi di difesa della vite da malattie e parassiti.
Maurizio Odoardi, dell’ARSSA Abruzzo, ha riassunto i vantaggi derivanti alla viticoltura abruzzese dall’utilizzo e dalla diffusione di innovazioni tecnologiche, che hanno reso la regione molto competitiva sui mercati nazionali e internazionali.
“L’Abruzzo ha una grande tradizione nel settore della viticoltura, ha sottolineato il Presidente dell’Accademia, Antonio Calò, e le sue grandi potenzialità devono essere valorizzate per migliorare la qualità della produzione vitivinicola della regione, al fine di consentirle di continuare a competere al meglio sul mercato del vino.” (WineTaste.it)

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