L’Italia rilancia gli accordi con Africa e Cina…

Niente più aiuti a pioggia ma una partnership con i Paesi africani per promuovere industrie e infrastrutture nel continente. E’ il messaggio con il quale il viceministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, ha aperto ieri in Campidoglio il forum “Italy & Africa, partner nel business” al quale hanno preso parte, oltre al vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani e al sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, venti ministri dell’Industria e del commercio africani e il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade. "Gran parte del futuro del pianeta si giocherà in Africa – ha dichiarato Urso – non solo per le materie prime, ma anche per le potenzialità di sviluppo di questi Paesi. Cina, India e Giappone si sono già mossi.

Ora anche l’Italia deve fare la sua parte". Per riuscire nell’impresa, ha aggiunto Urso, sono impegnati, oltre al Ministero degli Esteri, Ice, Sace, Simest. Insieme “si è costruito un pacchetto per le imprese italiane che per il 2009 sfiora il miliardo di euro”. Il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, ha spiegato tuttavia che “servono aiuti per il sostegno alle imprese”. Il leader senegalese ha puntato il dito verso l’Europa che, ha affermato, “non rispetta le regole. Ci sono accordi con l’Ue – ha detto – che dovrebbero supportare gli scambi ma non è così”. Se le cose non cambiano, secondo Wade, il continente africano si rivolgerà sempre più a Cina, India e Brasile per potersi sviluppare. Ripensare la strategia italiana verso l’Africa è l’obbiettivo fissato da Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria per l’internazionalizzazione, nel suo intervento. Lo stesso Zegna ha accolto ieri anche la delegazione della provincia cinese del Jiangsu in visita nel nostro Paese annunciando investimenti per 13 milioni di euro. Della delegazione cinese, guidata dal vicegovernatore Shi Heping, facevano parte centri di distribuzione e aziende interessate ad acquistare marchi di abbigliamento, prodotti dell’agroalimentare, vini e macchine tessili. Alla visita seguirà la più grande missione d’acquisto del Governo cinese in Italia prevista per il 6 luglio. Secondo quanto ha ricordato il viceministro Urso a maggio “le esportazioni italiane verso la Cina sono aumentate di quasi il 19% a riprova che dobbiamo continuare a puntare su Pechino per crescere”. (Il Sole 24 Ore)

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