Libero Mercato

Fiera Verona brinda a Miami il sorpasso sui vini francesi … Delegazione di 80 viticoltori guidata da Urso punta alla conquista della Florida che vale il 10% del mercato Usa e 1,6 mld di dollari… Il made in Italy in bottiglia conquista il primato negli Stati Uniti. Con il 30% del mercato supera sia la Francia sia l’Australia che insieme hanno il 37% delle vendite. E stravince in Florida – stato che da solo vale l’8.% degli Usa – dove in dieci armi il vino tricolore è cresciuto del 60%. Ad aumentare l’interesse delle cantine nazionali è l’alta capacità di spesa degli abitanti di Miami, dove è in corso la prima tappa del Vinitaly americano (del più ampio Vinitaly World Tour che tocca ogni anno India, Russia, Cina e Giappone), e dei circa 60 milioni di turisti che in Florida trovano lusso e glamour. A ciò si aggiunge il ruolo della citta, il cui import di beni e servizi vale 1,6 miliardi di dollari all’anno, capitale mondiale dell’industria crocieristica con 5 milioni di passeggeri. Consolidare la posizione dell’Italia a Miami, che da sola è dunque sempre più importante per “sfondare” nel resto degli Usa. Capofila di Vinitaly Us Tour Miami e Palm Beach, evento organizzato da Veronafiere, Ice, Cibus e Mipaaf, è il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Orso, la cui presenza sancisce anche l’inizio di una collaborazione tra Vmitaly e lo Yacht & Brokerage Show, salone nautico di livello mondiale che si svolge in concomitanza con l’evento, “il 2008 è stato un anno positivo per le nostre esportazioni di vino negli Stati Uniti, abbiano infatti migliorato la nostra posizione in valore anche se con una crescita dell’1%. Cioè tanto più significativo se pensiamo che i nostri principali concorrenti hanno perso quote di export l’Australia ha infetti perso il 5,5% in quantità ed il 13,7% in valore e la Francia il 12,9% in quantità a fronte di un aumento del 6,5% in valore”, evidenzia Adolfo Urso, “è proprio nei momenti di crisi che dobbiamo reagire con forza anche perché se è vero che gli Stati Uniti sono stati i primi ad avvertire la crisi, saranno anche i primi a ripartire, già dopo l’estate”. Più di ottanta le aziende vitivinicole presenti, in rappresentanza di tutte le regioni italiane, oltre a Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, che continua con Portimi – Italian Selected Extravergin Olive Oils la sua attività promozionale dell’extra-vergine 100% italiano, la due giorni di meeting prevede 1500 incontri face to face con ditte locali e dell’intera area dei Caraibi basti pensare che il settore della ristorazione e dell’hospitality business di Miami e Florida, anche a voler tener conto delle sole aree metropolitane, rappresenta il 10% dell’intero settore HoReCa (distribuzione) degli Stati Uniti. Nella sola Miami ci sono più ristoranti “table cloth” (con tovaglia, ovvero servizio, esclusi quindi i deli, i fast food e i punti ristoro) che in tutta la Lombardia. “Abbiamo messo in pista di un gioco di squadra”, osserva Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “chenonpuò che fa bene alle nostre aziende, per la forte immagine di sistema Paese che viene data all’estero e in particolare negli Usa, dove il vino italiano è leader con un terzo del mercato e si impegna a mantenere la posizione”.

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