Le regole per riconosce un buon gelato artigianale?

Dovrebbe avere aspetto e superficie liscia, seppure leggermente porosa, colore naturale e invitante,  sapore fresco e ben individuabile. Si deve evitare il gelato dall'aspetto aspetto ruvido, granuloso, i colori troppo "accesi", il sapore aspecifico, non perfettamente individuabile.
Ecco sette regole per andare sul sicuro:
1. leggere gli ingredienti riportati nell'apposita tabella. Se il gelato contiene oli/grassi vegetali idrogenati o parzialmente idrogenati, scartarlo, soprattutto se si trova nelle prime posizioni nella lista degli ingredienti (ovvero in quantità determinante);

2. la bocca dopo l'assaggio deve restare pulita, non impastata. Evitare quei gelati che lasciano la sensazione di untuosità e di grasso sulle mucose della bocca, segno inequivocabile della presenza dei grassi vegetali idrogenati;
3. scartare i gelati che contengono frutta liofilizzata, coloranti artificiali;
4. più il gelato è cremoso, ovvero meno si avvertono i grumi di ghiaccio, maggiore è la sua qualità;
5. se il gelato non si scioglie, soprattutto se la temperatura è elevata, allora è probabile che contenga grassi vegetali idrogenati. Meglio evitarlo;
6. un buon gelato artigianale deve presentarsi con colori dalle tonalità delicate, non troppo sgargianti. Relativamente alla struttura, la spatola deve adagiarsi lentamente sul gelato che apparirà cremoso, facile da raccogliere. Inoltre, un buon gelato preparato e conservato correttamente, non si scoglie in fretta né rimane duro troppo a lungo;
7. verificare, all'assaggio che il gelato sia omogeneo, uniforme nella sua consistenza, senza grumi di ghiaccio.

 

Il nutrizionista: "Attenti alle scelte"
Fresco, ricco di gusto, in estate ci lasciamo facilmente sedurre dalla sua piacevolezza al palato, tanto da sostituirlo al solito panino o al piatto di pasta, con una assunzione di calorie, se non eccediamo nelle quantità, pressoché equivalente. Stiamo parlando del gelato, il vero alimento icona dell'estate. Abbiamo chiesto un parere a Renata Lanzino, nutrizionista del servizio di Dietologia dell'Ospedale Civico di Palermo.
Dottoressa Lanzino cosa pensa del gelato consumato come pasto unico?
"In realtà non possiamo considerare il gelato un pasto unico perché è un alimento sbilanciato nei suoi componenti nutritivi, con una prevalenza di zuccheri sulle proteine. È preferibile, tuttavia, mangiare una brioche con gelato a base di crema, che contiene anche proteine, per integrare quanto più possibile i componenti nutritivi, ricordando che questo tipo di gelato ha in genere il doppio delle calorie di quello alla frutta. Il gelato è, a tutti gli effetti, un alimento, non va considerato come una merenda. È consigliabile, quindi, programmarne il consumo, rinunciando quel giorno alla pasta e limitando il pane. Cento grammi di sorbetto alla frutta contengono in media 120-150 calorie; i gelati a base di crema e frutta secca, superano le 250 calorie".
È consigliabile sostituire giornalmente il pasto tradizionale con il gelato?
"Assolutamente no. Io consiglio di consumare un gelato per la pausa pranzo non più di due volte a settimana".
Quale consiglio può dare riguardo il consumo dei gelati?
"Scegliere con cura la gelateria presso la quale acquistare questo alimento. La scelta deve avvenire solo in base alla sensazioni di piacevolezza che il prodotto è in grado di suscitare per il nostro palato, ma è altrettanto essenziale documentarsi sulla natura degli ingredienti usati, pretendendo di leggere la tabella che li riporta. È fondamentale fare attenzione alla presenza di grassi vegetali idrogenati. Io consiglio di stare alla larga dai prodotti che li contengono. Per questo è consigliabile andare da chi propone del gelato prodotto artigianalmente. È risaputo che i gelati industriali contengono quasi sempre questo tipo di grassi". (Cronache di Gusto)

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