Le Marche puntano alto

I vini delle Marche vogliono diventare maggiorenni e lo fanno con una strategia di ampio respiro:l’effetto traino del Verdicchio, la rapida elevazione della qualità di bianchi e rossi Doc, le sinergie con il territorio, una serie di appuntamenti. Ogni iniziativa parte dal prodotto più noto, il Verdicchio, da pochi giorni Docg nella versione riserva nelle sue due tipicità, Colli di Jesi e Matelica. Ora affianca la Vernaccia di Serrapetrona e il Rosso Cenero riserva. Esso rappresenta, da solo, con i suoi 160mila ettolitri, circa, il 60% dell’intera produzione regionale di vino.

Pur in un contesto produttivo fatto di poche grandi aziende e di una miriade di piccole realtà (i primi dieci produttori rappresentano il 70% del panorama vitivinicolo regionale), si è messa in movimento una squadra omogenea, formata da regione, camere di commercio amministrazioni provinciali, Istituto marchigiano tutela vini. Sempre più, i vini delle Marche fanno da ambasciatori agli eventi turistici culturali della regione Manifestazioni come la Selezione nazionale dei vini da pesce o fresco di grotta, l’iniziativa-esperimento, di 20 produttori di Verdicchio nelle grotte di Frasassi, fanno da capofila ad altre iniziative. Dice l’assessore all’agricoltura della provincia di Ancona, Giancarlo Sagramola: “Da otto anni l’amministrazione provinciale si sta impegnando nel rilancio dei prodotti tipici. In questo ambito, il vino fa da traino agli altri prodotti; abbiamo già predisposto itinerari predefiniti. Se il Verdicchio resta il nostro primo ambasciatore, puntiamo a un’iniziativa di ampio respiro, per il 2010, legata al rosso Conero, da portare sulle spiagge della riviera anconetana”. Sulla qualità e sulla commercializzazione insiste Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano tutela vini: “La realtà regionale è fatta, da piccoli e piccolissimi produttori. Serve quindi un coordinamento nella promozione: è insostituibile il lavoro di squadra. Ora pensiamo a un logo “Marche” sulle etichette. Puntiamo soprattutto a far conoscere il territorio con educational, dedicati alla stampa estera specializzata e ai buyer”. (Italia Oggi)

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