Le aste dei vini non conoscono crisi, ma chi e’ in crisi mette i propri vini all’asta!

Il vino da collezione rappresenta ancora un bene rifugio, ma crescono le partite provenienti dalle cantine di famiglia
L'attuale crisi economica sembra non coinvolgere i cosidetti vini "collectibles", almeno stando agli ottimi risultati raggiunti dalle aste specializzate. L’ultima si è tenuta recentemente a Roma da parte della Gelardini & Romani Wine Auction, la prima casa d'aste d'Italia specializzata in vino dal 2004 (www.grwineauction.com): aggiudicati complessivamente il 119% del valore di base asta, per complessivi 143.000 euro, con incrementi medi su base asta, per lotto, del 47% e lotti che hanno spuntato cifre davvero stellari.
E' il caso delle 6 bottiglie di Masseto della Tenuta dell'Ornellaia 2001 battute a 3.953 euro, delle 3 bottiglie di Romanée Conti La Tache 1942, aggiudicate a 3.234 euro, e delle 3 bottiglie di Romanée Conti La Tache 1943, che hanno spuntato 3.234 euro; molto interessanti anche le quotazioni per 3 bottiglie di Corton Charlemagne Coche Dury 1995 aggiudicate a 2.875 euro, 6 bottiglie di Sauternes Château d'Yquem 1997 2.796 euro, 1 bottiglia di Romanée Conti La Tache 2005 2.396 euro, 3 bottiglie di Corton Charlemagne Coche Dury 2004 2.156 euro, 1 bottiglia di Romanée Conti Romanee St Vivant 2005 2.156 euro, 3 bottiglie di Masseto 2006 "en primeur" della Tenuta dell'Ornellaia 1.817 euro e per 1 bottiglia di Romanée Conti La Tache 2003, venduta a 1.797 euro.
Ma da dove provengono queste rare bottiglie? Alcune arrivano dai depositi climatizzati di collezionisti conosciuti, altre provengono direttamente dalle cantine interessate, altre dai caveaux di banche che custodiscono preziose etichette assieme ai lingotti d’oro, altre ancora vengono dalle cantine private di persone in crisi che sono costrette a impegnarle per riceverne in cambio contanti, ma che poi non sono più in grado di riscattarle.
Infatti a Parigi in questi giorni un’importante agenzia di pegni nazionale, Le Crédit Municipal, ha indetto la prima asta di vini di pregio, tutti lasciati da persone che non hanno più potuto riscattarli dopo averli impegnati. Si tratta di nobili disperati, collezionisti di vino, ma anche persone comuni, che hanno – sicuramente a malincuore – dovuto rinunciare a bottiglie di un certo valore: nel catalogo dell’asta si trovano infatti Champagne d’annata, vecchie bottiglie di Chateau Lafite e prestigiosi Armagnac risalenti a fine Ottocento. “E’ più facile andare in cantina e portarci qualche buona bottiglia di vino piuttosto che tirare giù i quadri dal soggiorno o togliere la collana dal collo della moglie” spiega Bernard Candiard, direttore generale de Le Crédit Municipal. (Enotime)

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