Latte di bufala anticancro

Ecco i risultati di uno studio condotto dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. E in provincia di Frosinone un festival dedicato alla mozzarella
Il latte di bufala riduce la formazione del tumore al colon e alla tiroide. Tutto merito dell’acido butirrico (nel latte di bufala presente in quantità doppia rispetto al latte vaccino), che ha una buona attività anticancerogenica in tutte le fasi della formazione dei tumori. Ecco il risultato di uno studio effettuato su modelli animali, condotto dal gruppo di ricerca del professore Vincenzo Iaffaioli, dell’istituto nazionale Tumori di Napoli, Fondazione Pascale.

La ricerca sull’uomo e gli studi sperimentali su animali di laboratorio, suggeriscono già da alcuni anni che il latte ed i suoi derivati possono inibire lo sviluppo di alcune specie di tumori, anche se in generale gli alimenti di origine animale sono ritenuti corresponsabili delle patologie cardiovascolari, a causa dell’elevata percentuale di acidi grassi saturi e di colesterolo in essi contenuti.
Eccezione alla “regola” sarebbe proprio l’acido butirrico. Lo studio ha confrontato l’attività anticancerogenica del latte di bufala con quella del latte vaccino su alcuni gruppi di topi da laboratorio in cui era stato indotto il tumore della tiroide anaplastico e del colon retto.
Dopo un trattamento di sei mesi le analisi hanno registrato una riduzione della massa tumorale quantificabile intorno al 7% nei topi trattati con il latte di bufala contro il 5% dei topi trattati con latte vaccino.
E per promuovere questo prodotto ecco la prima edizione del Baby festival della Mozzarella di Bufala di Amaseno, la kermesse gastronomica destinata ai bambini, che si terrà ad Amaseno nei giorni 25 e 26 luglio, nell’ambito della XII Fiera dell’Agricoltura che si tiene ogni anno nel paese in provincia di Frosinone. Il Festival, nato sotto il patrocinio del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, in collaborazione con Cab, Consorzio allevatori bufalini, e la sponsorizzazione della Cantina sociale del Piglio, prevede il confronto tra 10 realtà culinarie italiane e i prodotti tipici ciociari, per la loro promozione e valorizzazione. I cuochi partecipanti saranno chiamati a integrare la cucina tipica territoriale con i prodotti bufalini, mozzarella, ricotta, carne e salumi, dell’incontaminata Valle dell’Amaseno per una giuria di bambini. (Cronache di Gusto)

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