L’alcol è una vera emergenza sanitaria

“Ho letto il suo recente intervento sul vino e sulla questione dei “due bicchieri”, se vanno bene o vanno male. Poi però ho letto sul Corriere che, secondo i dati Istat, altro che due bicchieri si bevono in Italia. E’ un vero fiume di alcol, e il consumo cresce soprattutto fra i giovani, anche sotto i 18 anni. Ho vissuto in un Paese nordico e ho visto con i miei occhi gli effetti devastanti tra i giovani”. M. Francavilla, Milano
Per l’ ennesima volta escono dati allarmanti sul consumo di alcol in Italia, soprattutto da parte di giovani e giovanissimi. Per l’ ennesima volta ci si stupisce. Però si continua a non fare quasi niente, i lettori scrivono allarmati e noi, ancora una volta, torniamo sull’argomento. Per dire che anche quel poco che si fa, lo si fa partendo da una prospettiva sbagliata. Il problema dell eccessivo consumo di alcol è un’ emergenza sanitaria, che come tale va affrontata , e non un mero problema di ordine pubblico. Invece si continua a concentrarsi sulle conseguenze del consumo di alcol, soprattutto fra i giovani. Si parla molto, giustamente, delle stragi del sabato sera e quel poco che si è fatto (etilometri, tabelle nei bar) ha l’obbiettivo meritevole di ridurre gli incidenti stradali. Ma non va alle radici del problema. Si discute in molte città degli assembramenti dei giovani davanti ai locali, per l’happy hour o il cicchetto notturno, perché disturbano la quiete pubblica, non perché quello che bevono fa male. Si è arrivati, per paradosso, ad adottare misure (pulmini gratuiti dalle discoteche) che di fatto promuovono il consumo di alcol. E’ come se le compagne anti fumo, da tutti giudicate positivamente, si fossero concentrate sulla prevenzione degli incendi. Invece non si dice abbastanza che di alcol si muore, non solo subito in un incidente stradale, ma anche in prospettiva in conseguenza delle malattie epatiche. Proprio come per il fumo. In Francia fu proposto (senza successo) di porre anche sulle bottiglie di alcolici una scritta come sui pacchetti di sigarette : “L’ alcol uccide”. Sarebbe forse un po’ eccessivo, ma dà l’idea dei provvedimenti che servirebbero. Ancora non si è alzata l’età minima a 18 anni (l’ennesimo provvedimento è fermo in Senato), le campagne di comunicazione sono largamente insufficienti e la pubblicità degli alcolici ha libera circolazione. E nessuno trova niente a che ridire, per esempio, sul fatto che il più popolare evento sportivo internazionale, la Champions Leage, sia sponsorizzato da una birra. (Corriere Della Sera)

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