La Vernaccia si rinnova 75 anni dopo la prima bottiglia

La Vernaccia compie 75 anni e ricomincia da lì: da quell'etichetta che ricorda la prima bottiglia bordolese della famiglia Guicciardini Strozzi. Un nuovo packaging, presentato in anteprima sabato scorso, che segnala il legame con la storia per un vino di cui si ha notizia già nel 1200 ma che solo nel 1933 prese appunto per la prima volta – a Villa Cusona, alle porte di San Gimignano – la strada della bottiglia.

I Guicciardini hanno deciso di rinnovare nella tradizione questo vino simbolo della Toscana: e allora ecco da tre anni il progetto Vernaccia che ha portato finalmente in tavola la «Vernaccia docg Cusona 1933», figlia di una nuova tecnica di vinificazione. Il gran lavoro in vigna prosegue infatti in cantina attraverso tre strade: lo sviluppo delle muffe nobili, la macerazione a freddo, la vinificazione in barrique di terza generazione. Il risultato è un vino di ottima struttura ed eleganza. In linea insomma con la sua storia. «Già i Medici richiedevano barili di questo vino», ricorda Natalia Strozzi che con la sorella Irina Luisa affianca il padre nelle pubblcihe relazioni e il marketing dell'azienda. E le due ragazze sono state le anime della festa con cui a Villa Cusona – residenza già cara negli scorsi anni a Tony Blair – si è voluto celebrare i 75 anni del primo imbottigliamento. Ma, a sorpresa, anche i 70 anni del padre, il principe Girolamo. Così, accanto alle storiche (e ormai introvabili) bottiglie del 1933 e la nuova vernaccia, ecco anche quelle dedicate al padre con etichetta personalizzata.
 Per gli ospiti – da Beppe Bigazzi a Marco Columbro, da Ferruccio Ferragamo a Gianni Zonin – è stato poi il momento del pranzo degustazione con i vini di famiglia: dalla vernaccia, ovviamente, al Bolgheri superiore «Vignarè», che nasce nelle tenute costiere (l'altra è in Maremma) dei Guicciardini Strozzi.  (Il Tirreno)

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