La prima uscita della DOCG Amarone!

a cura di Fabrizio Vicari – Sommelier – Staff Gustovino

Valpolicella

Il 30 Aprile 2010 il “Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella” ha celebrato la prima uscita ufficiale della DOCG Amarone, con una grande degustazione svoltasi a Roma presso il Cavalieri Hilton, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, ed alla quale ha preso parte un folto pubblico selezionato fra addetti ai lavori e appassionati di uno dei più grandi vini italiani.

Il presidente Luca Sartori e il direttore per la Comunicazione e la Promozione Olga Bussinello, hanno voluto festeggiare questo evento riunendo una trentina di cantine fra le meno conosciute e le più piccole, ma nello stesso tempo forse le più significative, soprattutto per avvicinare i visitatori alle differenze fra le varie zone e per far capire che la qualità non risiede sempre e solo nei grandi nomi.

Infatti, come affermato dal Presidente Luca Sartori, durante la presentazione dell’evento alla stampa, il terroir e il particolare metodo di produzione mediante appassimento, rendono ogni Amarone unico e non replicabile, e la sua tipicità è stata confermata dall’Università di Verona che ha identificato i 415 geni che lo rendono inimitabile.

Proprio rispetto al terroir, al Vinitaly si è svolto un interessante convegno sull’unicità fra Valpolicella e Borgogna, dove le differenze territoriali sono sempre state un elemento fondamentale  di osservazione e distinzione.Amarone_a_Roma_Foto_1

“Come in Borgogna non esistono un solo Pinot Noir o un solo Chardonnay bensì tanti quanti sono i terreni che compongono la regione, così in Valpolicella non esiste un solo Amarone ma molteplici sue espressioni, per lo meno tante quante sono le vallate nelle quali si articola questa zona.

Scriveva Giovanni Perez alla fine dell’Ottocento in una vera e propria dissertazione sui vini della Valpolicella “Li austeri di Negrar, i delicati e coloriti di Valgatara, li aromatici di Marano, i sapidi di Fumane, i robusti di Grolla e San Giorgio, i vellutati di Arbizzano …”, evidenziando come questi si distinguessero per sfaccettature e singolari peculiarità in ogni lato del territorio.”

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