La patria di santi e di… bongustai

Antiche vestigia e piatti tipici a Cascia, Norcia e Castelluccio… Poche regioni come l’Umbria sono capaci di suscitare emozioni così intense. Attraversare questa terra è come addentrarsi in una dimensione dove suggestioni spirituali, testimonianze artistiche ed eccellenze ambientali si fondono in un equilibrio armonico. Cascia, Norcia e Castelluccio di Norcia sono tre tappe che sollecitano la curiosità e il cuore del visitatore. La fama di Cascia è legata a quella di Santa Rita e all’imponente santuario a lei dedicalo, meta di migliaia di pellegrini. La basilica, costruita da papa Pio XII nel 1955, è rivestita di marmo bianco travertino delle cave di Tivoli e il portale è scolpito con scene di vita della santa. Da vedere anche la collegiata romanica di Santa Maria e la chiesa gotica di San Francesco del ’400. Poi si possono apprezzare le delizie enogastronomiche umbre. A cominciare dai primi piatti, come gli strascinati, prodotti da una sortile pasta all’uovo arrotolata su ferro da calza e conditi con uova sbattute e formaggio e gli umbrici, rozzi spaghetti tirati a mano, ottimi con il Grechetto, un vino dai profumi intensi di frutta matura, fresco e dotato di buona morbidezza. Successiva tappa è Norcia, fondata dagli Etruschi, il cui nome sembra sia legato a Nortia, dea della fortuna. Qui nacque nel 480 d.C. San Benedetto, fondatore del primo ordine religioso, noto per il motto ‘ora et labora’ e oggi patrono d’Europa. Caratteristica l’alternanza di piazzette, giardini ed edifici storici entro la cerchia delle mura. Da non perdere la basilica di San Benedetto e la Castellina, la fortezza voluta da papa Giulio III e progettata dal Vignola. Norcia è nota soprattutto per la buona tavola: tartufi, salumi e formaggi. Da qui deriva il termine ‘norcineria’, che si deve ai ‘norcini’, i maestri che lavorano il maiale, secondo una tradizione che risale all’epoca romana. Insieme con la Valnerina è la zona più famosa per la produzione di prosciutto, riconosciuto Igt, e per il tartufo nero pregiato, entrambi da apprezzare con il Sagrantino di Montefalco, rosso rubino, dal profumo intenso e persistente, con sentori di more, prugna e cuoio. A pochi chilometri sorge Castelluccio di Norcia, la patria delle lenticchie, detta il ‘tetto dell’Umbria’. Si trova nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, su un altipiano di 1400 metri, nel quale il regista Zeffirelli ha ambientato il film ‘Fratello Sole e Sorella Luna’. Il paese denota subito la sua personalità di ex-fortezza e la natura intatta offre percorsi per tutti i gusti, dal trekking al volo in deltaplano, i contadini coltivano da sempre la ‘roveia’, un legume simile al pisello ormai quasi scomparso, da assaggiare con la pasta o con la polenta condita con battuto di acciughe, aglio e olio. Da non dimenticare i dolci, come il brustengolo, con il suo impasto di mele tritate, noci e pinoli. (Nazione/Giorno/Carlino)

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