La Barbera al Cabernet!

In questi caldi giorni di luglio si sta discutendo la possibilità di modificare il disciplinare della Barbera d’Asti introducendo la possibilità di aggiungere il 10% di vitigni autorizzati a bacca rossa (e quindi cabernet, syrah, pinot nero) in alternativa ai già previsti grignolino, freisa, dolcetto (vitigni autoctoni) e non solo, questo sarà permesso anche se essi non sono nel vigneto, ma sarà sufficiente che siano presenti in ambito aziendale.

Nel Comitato Vitivinicolo Regionale (ultimo passaggio prima di quello Nazionale dove dare il parere definitivo) ci sono state polemiche e discussioni enormi: personaggi del calibro di Vincenzo Gerbi, Lorenzo Corino (autorevoli luminari della scienza viticolo-enologica piemontese) e tecnici regionali si sono opposti a una modifica del genere su una docg appena varata. Su 17 presenti 7 hanno dato parere favorevole, 5 si sono astenuti e 5 hanno votato contro.
A questo punto la decisione è nelle mani del Comitato Vitivinicolo nazionale, che ha la possibilità di stravolgere completamente una denominazione in forte crisi economica. Ma siamo sicuri che il merlot e il cabernet possano essere una panacea per i molti mali della Barbera d'Asti? Non esiste già una denominazione – Monferrato Rosso – che lascia moltissima libertà ai produttori? (SlowFood)

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