“Inopia”…la sfida di Andrea Dolciotti!

Inopia

A cura di Fabrizio Vicari (Sommelier, Staff GustoVino)

Eravamo andati in questo locale un paio di anni fa, quando al suo posto c’era “Iolanda” di Davide Cianetti e Catia Sulpizi…
Abitiamo in zona ed essendo, soprattutto io, appassionato di enogastronomia ero molto felice che nella mia zona aprisse un ristorante di livello, ma allo stesso tempo anche un po’ scettico riguardo alla “durata”, proprio per la scarsa domanda ed i prezzi forse troppo alti per un certo tipo di clientela soprattutto per una zona popolare come la periferia ovest di Roma…

Non so se la dipartita di Davide e Catia sia stata dovuta a questi motivi, fatto sta che voci di corridoio danno questa volta per certa (rimandano da luglio) la riapertura di “Iolanda” a Colle Oppio, dove invece doveva aprire Fabio Baldassarre dell’ “Altro Mastai”…

Ora qui, dalla scorsa primavera (con intervallo estivo trascorso in Sardegna, come Iolanda…) c’è “Inopia” il ristorante  di Andrea Dolciotti, giovane chef (annata ’77), di origine sarda, che dopo collaborazioni importanti, come per esempio Roscioli a Roma, nonché all’estero, in particolare in Russia, dove continua a seguire 2-3 progetti, apre finalmente un “suo” locale dando sfogo alla sua passione fatta di fantasia, tecnica e ricerca, come abbiamo potuto felicemente constatare durante la nostra cena…

Suggerisce Andrea:
“Inopia” deriva da uno slang spagnolo, tra i giovani si intende come stare con la testa tra le nuvole…
E’ lo stato d’animo del vecchietto di paese quando prende un birra al bar con gli amici…nessun problema e nessuna preoccupazione o pressione alcuna così da poter godere a pieno del momento e della birra…

Con cucina moderatamente a vista, l’ambiente è rimasto lo stesso, pareti chiare e luci giuste, composto di circa 22 coperti all’interno ed una quindicina all’esterno che Andrea vorrebbe continuare ad utilizzare, tempo permettendo, ma a Roma non fa mai così freddo…
In sala, coadiuvato da 2 ragazze dai modi gentili e discreti, addette in modo specifico ai tavoli, nonché all’illustrazione peraltro molto gradita di ogni piatto giunto sulla nostra tavola, c’è Achille Sardiello, bravo sommelier anche lui dai trascorsi illustri  tra cui Colonna a Labico e il Tordo Matto di Zagarolo, che in collaborazione con Andrea (dato di importante sinergia necessaria al successo di ogni proposta in menu), cura l’ottima carta dei vini, dalla scelta non particolarmente ampia, ma dove si deduce sempre un’ottima ricerca, e dai ricarichi piuttosto onesti…

Come prima volta, e per conoscere più cose possibili dei piatti di Andrea sarebbe stato il caso di ordinare il “Menu Degustazione” composto di 7 portate, ma solo per paura di non farcela, soprattutto dopo una giornata un po’ pesante, decidiamo di concentrarci su meno cose, in modo così da apprezzarle al meglio, ma con non poche difficoltà visto l’allettante menu autunnale come potere vedere sul sito provvisorio (www.wix.com/inopia/inopia)  che andrà cambiato…
Ci è stato subito specificato da Achille che non ci sarebbero stati problemi, per quanto possibile, ad accogliere richieste riguardo ad eventuali cambi nel Menu Degustazione, segno di disponibilità e correttezza che abbiamo molto apprezzato, ma episodio abbastanza raro nel panorama della ristorazione…

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