Il vino Novello arriva a Verona…

Il salone apre il 4 novembre…VeronaFiere prepara Anteprima Novello” e pensa al rilancio dei consumi e dell’immagine del vino nuovo: “Vogliamo ricreare quell’attesa che c’era fino a qualche anno fa per l’apertura delle botti” spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di VeronaFiere. L’esposizione sarà aperta dal al 6 novembre, con il déblocage (l’apertura delle botti) alla mezzanotte del primo giorno, una data stabilita per decreto ministeriale.

La manifestazione dedicata al Novello debutta così per la prima volta a Verona, dopo 20 anni trascorsi a Vicenza: “Abbiamo chiuso l’accordo a metà dello scorso anno e adesso lavoriamo per il rilancio sfruttando le sinergie con Vinitaly (la fiera del vino in programma a Verona ogni anno in aprile)” continua Mantovani. Il NovelIo ha vissuto un momento di slancio nel 2002 quando furono prodotte 18 milioni di bottiglie scese progressivamente alle 14,8 milioni dello scorso anno con un giro d’affari che si assestò a 69 milioni di euro. “Nel 2008 il livello di produzione non supererà quello degli ultimi anni, ma tra i viticoltori c’è grande attesa” aggiunge il manager che sottolinea: “Il prezzo al consumo si è assestato sui 4 euro a bottiglia rendendolo un vino molto accessibile”. Il Novello italiano continua però a soffrire, soprattutto sul fronte dell’immagine, la concorrenza del più celebre Beaujolais Nouveau francese: il vino nostrano è prodotto in tutte le Regioni del Paese, mentre quello transalpino arriva solo da Beaujolas, dove i primi vitigni furono piantati dagli antichi Romani. La dimostrazione di come il Novello si sia diffuso a macchia di leopardo su tutta la Penisola arriva dalla presenza ad “Anteprima No- vello” di una sessantina di etichetta monovitigno (di cui il 60% dal nord Italia) tra cui Merlot, Barbera, Primitivo, Nero d’Avola, Marzemino, Sangiovese, Montepulciano, Cabernet e Teroldego. Il rischio sembra quello di inflazionare il prodotto, ma per Mantovani si tratta di un punto di forza: “Quest’anno abbiamo organizzato una partnership con Fiera di Roma per celebrare in contemporanea l’apertura delle botti, mentre a Verona ci sarà il ministro dell’agricoltura Luca Zaia: una festa che sarebbe bello riuscire a portare in tutte le piazze d’Italia”.
Per alcuni il Novello è un vino stagionale e di modesta qualità come dimostra l’assenza di grandi vitigni dall’Amarone al Barbaresco, ma il direttore di VeronaFiere respinge le critiche: “Ci sono bottiglie di buona qualità. I grandi vitigni che non producono Novello lo fanno piuttosto per motivi di quantità e anche sulla stagionalità stiamo lavorando”.Insomma l’idea sarebbe quella di allungare la vita del vino nuovo, almeno di un paio di mesi, cercando in qualche modo di distinguersi ulteriormente dai francesi che oggi dichiarano finita la stagione del Beaujolais Nouveau con l’Epifania: “Il No- vello resta sul mercato fino a Natale, proveremo a cambiare la tendenza, anche perché è un prodotto predisposto a un’ottima distribuzione. L’importante è comunque lavorare sul gradimento dei consumatori: le cantine producono in base alle richieste”. (Il Sole 24 Ore)

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *