Il vino italiano non conosce crisi…

Prendete un bicchiere di vino e mettete intorno a un tavolo viticoltori, export manager, medici e persino un monsignore. Scoprirete che ognuno di loro sulla bevanda di Bacco ha da dire qualcosa. E’ quello che è successo a Roma, al Campidoglio, dove un consesso di studiosi, esperti e uomini delle istituzioni, riuniti da Iter per presentare il Montecarlo Wine Festival 2009, ha fatto il punto sul mercato del vino italiano che sembra non conoscere crisi.  Così è venuto fuori che nel 2008 ha risentito solo in minima parte della stretta economica nel mercati esteri: i dati dei principali settori produttivi mostrano un’evidente sofferenza, mentre il vino mostra ancora una crescita rispetto allo scorso anno del 2,1%. Tutte le principali aree registrano valori di sensibile crescita eccetto il mercato statunitense che con un -6,1% deprime l’ottima performance del settore.
Oggi li vino italiano detiene una quota al 18,5% delle esportazioni mondiali, 45 milioni di ettolitri che generano un fatturato dl 3,5 miliardi di euro e un arcipelago di trentamila aziende che danno lavoro a oltre un milione di persone, indotto e distribuzione compresi. L’Italia riesce a produrre più vino di Francia e Spagna, nonostante la minore superficie coltivata.
“Il modello italiano di alimentazione”, ha detto il presidente dell’Ice Umberto Vattani, “ha saputo creare una proposta complessiva in grado di soddisfare le esigenze di un consumatore globale, superando barriere culturali, economiche , e linguistiche. Milioni dl consumatori internazionali sono stati conquistati dalle produzioni tipiche italiane che trovano nelle centinaia di denominazioni un ampio spettro di nomi, toponimi, città e varietà conosciute e meno al grande pubblico”.
Il vino vanta una distribuzione in 165 mercati ed è uno del prodotti più globali del Made in Italy. Se fino a qualche anno fa il vino ha italiano era trainato dalla ristorazione etnica, oggi la situazione è rovesciata: il vino è il protagonista dell’offerta alimentare italiana con quote che superano il 40% dell’intero paniere alimentare negli Usa, Canada, Giappone e molti altri mercati leader. 
Anche quest’anno oltre 2 miliardi di bottiglie troveranno spazio sulle tavole dei consumatori in ogni angolo del mondo, contribuendo ad arricchire di momenti piacevoli le vite di milioni di consumatori. Che quando porteranno il calice alla bocca, dicono gli esperti, ne apprezzeranno non solo il gusto, ma anche i tanti benefici che un bicchiere di vino, specialmente rosso, porta alla salute, ricco com’è di polifenoli che distruggono i pericolosi radicali liberi. A spingere la crescita dell’export di vino sono state infatti non solo la qualità e la competitività della produzione italiana rispetto alla concorrenza, ma anche l’immagine positiva di cui gode il Made in Italy nel paesi emergenti e i risvolti commerciali positivi di alcune ricerche che hanno evidenziato gli effetti benefici del consumo del vino sulla salute, come antistress e come elisir antinvecchiamento. (Italia Oggi)

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