Il vigneto europeo continua a calare

– 33.000 ettari nel 2008, calano anche i consumi.
Gli ultimi dati offerti dall’Oiv revelano una viticoltura europea in flessione rispetto a Sud America e Nuova Zelanda.
L'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) è un'organizzazione intergovernativa di riferimento a carattere scientifico e tecnico per la vite e i prodotti derivati dalla vite: raccoglie 44 Stati membri e ha per missione quella di armonizzare le norme vitivinicole internazionali, favorire le innovazioni scientifiche del settore, rilevare e contribuire a risolvere, attraverso le sue raccomandazioni, le problematiche che riguardano il settore vitivinicolo internazionale.
Secondo l’OIV la superficie viticola mondiale ha segnato un arretramento medio di 28.000 ettari nel 2008, ma il vigneto europeo ha perso ben 33.000 ettari, compensati da 5000 ettari di nuovi impianti in Nuova Zelanda, Russia e Argentina. Tra i Pesi europei che più hanno spiantato c’è la Francia, che ha visto diminuire il proprio vigneto di ben 15.000 ettari.
La Francia prosegue il suo momento terribile anche sul piano commerciale, in particolare sul’export vinicolo dove è ormai relegata stabilmente al 3° posto dietro rispettivamente a Spagna ed Italia, che conquista il primato di nazione maggior esportatrice. Infatti secondo le stime Oiv, nel 2008, la Francia ha esportato 13,6 milioni di ettolitri di vino, con un quota di mercato complessiva del 15%, la Spagna 16,5 milioni di ettolitri, mentre l’Italia ha conquistato la prima piazza con 17,2 milioni di ettolitri.
Comunque la congiuntura vitivinicola mondiale nel 2008 ha registrato i primi effetti della crisi economica mondiale. In un contesto di crisi globale, il consumo mondiale di vino mostra, nel 2008, un ribasso di circa 2 milioni di ettolitri rispetto all'annata 2007. Questo ribasso globale è principalmente generato da una diminuzione continua del consumo nei paesi europei tradizionalmente grandi produttori e consumatori: la Francia, l'Italia e la Spagna, come pure la Germania.
“È evidente che la crisi economica mondiale ha svolto il suo ruolo nella diminuzione globale della domanda. Tuttavia, i migliori risultati sono stati registrati dal mercato mondiale dei vini, di cui il volume aumenta di anno in anno: gli scambi internazionali rappresentano il 37% del consumo mondiale nel 2008 contro il 18% all'inizio degli anni ‘80 e il 35% nel 2006, il che significa che quasi il 37% dei vini del mondo è consumato al di fuori dei rispettivi paesi di produzione”, ha dichiarato Federico Castellucci, Direttore Generale dell’OIV.
Quanto alla produzione globale di vino nel 2008, nonostante una diminuzione considerevole della produzione vinicola europea, in particolare un ribasso importante della produzione francese, la produzione globale ha conosciuto un leggero aumento di 1 milone di ettolitri. Tuttavia, la produzione globale del 2008, simile a quelle di 2001, 2003 e 2007, può essere definita relativamente debole. (Enotime)

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