Il Torcolato, gioiello del vicentino…

A Vicenza, in dialetto, torcolare significa prendere in giro, tormentare. Questo termine deriva dalla speciale tecnica con cui venivano e vengono tuttora lavorate le uve per produrre uno dei vini più pregiati del Vicentino: il Torcolato di Breganze. Dopo averle fatte appassire fino al febbraio successivo alla vendemmia, le migliori uve di Garganega, Vespaiola e Tocai vengono appoggiate intorno a un palo, poi si avvolge attorno ai grappoli una corda e si tira per ricavarne il mosto.

E’ una delle più curiose pratiche vinicole della tradizione enologica veneta, che dà vita ad un vino tipicamente da dessert con una gradazione di 13-14 gradi. Questo vero e proprio nettare si presenta in un colore giallo oro e un odore con punte di dolce su una base armonica e vellutata. La caratteristica del Torcolato Doc di Breganze è l'invecchiamento. Il vino infatti viene invecchiato da un periodo minimo di un anno e mezzo fino a quattro anni in botti o in barrique e poi viene imbottigliato. Nella tradizione vicentina il Torcolato vanta leggende e dicerie, secondo cui questo vino fortifica il corpo e lo spirito. Secondo alcuni detti popolari, addirittura alle puerpere che dovevano allattare la prole, si usava somministrare di tanto in tanto un bicchierino di Torcolato come ricostituente dopo le fatiche del parto e in vista del futuro impegno materno.
Il Torcolato nel 1995 ha ottenuto il riconoscimento Doc e da allora il pubblico lo apprezza e lo richiede sempre di più per concludere nel migliore dei modi un pasto, magari accompagnandone la degustazione con un prelibato dolce o dessert. A Costabissara, a quindici chilometri da Breganze, il Torcolato viene utilizzato anche per produrre l’omonimo panettone, famoso nel mondo per la qualità e il dosaggio degli ingredienti, la lievitazione, la pasta, l’umidità, l’equilibrio tra dolce, salato acido e grasso, aromaticità e glassa. Il Torcolato è un vino talmente buono che si può bere da solo. Non disdegna biscotti o dolci secchi. Un altro abbinamento dato per scontato è con i formaggi, soprattutto quelli saporiti, maturi o addirittura erborinati. Di gusto più raffinato è il matrimonio con piatti a base di fegato, ancor meglio se di volatile, quale anitra od oca bene alimentate. (La Nazione/Il Giorno/Il Resto Del Carlino)

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