Il Soave guarda al mercato

Al via la “fase due” di ricerca voluta dal Consorzio di Soave
Conclusa la fase di studio dedicata alla zonazione viticola e alla relativa modifica delle regole di produzione, e terminato il lavoro di approfondimento raccolto nelle pubblicazioni “Un paesaggio Soave”, “Il Soave oltre la Zonazione” e “I grandi cru del Soave”, parte ora una nuova fase di ricerca, destinata a privilegiare gli aspetti più legati alla diversificazione ed alla caratterizzazione produttiva.
La nuova progettualità si distingue per una virtuosa integrazione tra alcune autonome azioni di studio attivate dal Consorzio di tutela del Soave sull’IDENTITA' STORICO-PRODUTTIVA della garganega e un più complesso piano di ricerca sviluppato in sinergia con “Territori diVini” nell’ambito dei Contratti di Filiera sostenuti dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

Protagonisti di questa nuova fase, unitamente agli agronomi ed enologi del Consorzio del Soave, sono il Cirve (Centro interdipartimentale di ricerca viticola enologica) coordinato dal professor Vasco Boatto, l’Università degli Studi di Padova, l’Università degli Studi di Verona, il Centro di ricerca viticola di Conegliano e il Centro di ricerca viticola di Asti. Ogni linea di ricerca ha un proprio responsabile che coordina tutte le attività svolte dai gruppo di lavoro.
Si tratta quindi di uno studio incrociato che punta a sostenere il miglioramento tecnologico qualitativo della denominazione. Il progetto si propone di analizzare le differenti fasi del sistema produttivo al fine di raggiungere un perfezionamento complessivo della filiera stessa.
Quattro sono le aree di studio su cui si stanno sviluppando i lavori: identità e caratteristiche enologiche della Garganega; produzione di vini bianchi stabili; sviluppo e miglioramento dei vini ottenuti dall’appassimento della Garganega; analisi della viticoltura di precisione.
"Il progetto di ricerca che abbiamo deciso di sottoscrivere – sottolinea Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio di Soave – rappresenta una risposta immediata e concreta alla sfida che ci viene oggi lanciata dalle numerose produzioni enologiche estere. E’ il mercato mondiale che richiede vini con precisi requisiti. Quando parliamo di Soave dobbiamo sempre ricordare che siamo di fronte a tante espressioni produttive che però rispondono sempre ad uno stile unico. Per questo motivo siamo pronti oggi, a partire dall’elevato livello qualitativo che abbiamo raggiunto in dieci anni di duro lavoro, a rimetterci in gioco con questi nuovi importanti studi". (Vinealia)

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