Il Prosecco blocca i listini per tre anni…

È un accordo di filiera senza precedenti quello siglato nei trevigiano fra una decina di Cantine sociali ed altrettante aziende produttrici di Prosecco. Un accordo che blocca il prezzo dei vini base per i prossimi tre anni, ma già con una intesa per andare a ridiscutere ed allungare l’esperienza. In sostanza le Cantine sociali ed i loro soci viticoltori sanno già oggi quanto potranno andare ad incassare da qui al 2010 e di conseguenza possono programmare i relativi investimenti.

I produttori di spumante sono a loro volta messi in grado di fissare con adeguato anticipo le più opportune strategie commerciali, avendo già l’indicazione di quello che è il costo maggiore che alla fine grava sul prodotto finale per almeno il 50%.
“Non si può dire – precisa Valerio Fuson, direttore tecnico de La Gioiosa, che gestisce anche il marchio Villa Sandi – che con questo accordo si blocca i prezzo del prosecco al consumatore per i prossimi tre anni, ma sicuramente ci sarà una importante calmierazione visto che comunque gli altri costi, dal vetro all’etichetta, non hanno variazioni importanti. Sul vino base, invece, negli ultimi anni eravamo andati come sulle montagne russe, siamo passati da un prezzo pagato in cantina di 0,45 euro al litro di un paio d’anni fa ad 1,20 ed anche 1,25 euro dello scorso anno, senza che in apparenza vi fosse alcuna ragionevole motivazione. L’annata, infatti, era stata buona e la produzione aveva superato una previsione risultata restrittiva”.
Il fatto che nella pattuglia dei firmatari dell’accordo ci siano le più importante Cantine sociali della zona del Prosecco ed alcuni fra i più noti produttori, da La Gioiosa a Valdo, da Mionetto a Carpenè Malvolti, solo per fare qualche nome conferma che l’impegno è di alto profilo. “Di sicuro – aggiunge Fuson – ci saranno importanti benefici per tutti ma soprattutto ci sarà la possibilità di poter lavorare non al buio e quindi di fare le scelte più appropriate in termini di investimenti e di mercato”. Un mercato importante, quello del Prosecco, che conta milioni di bottiglie doc ogni anno e non meno di 120 milioni di bottiglie Igt, anche se su questo fronte il dato è più incerto Una produzione che finisce all’estero per il 30% del Doc e per quasi il 60% dell’Igt.
“Accordi di questo tipo erano stati tentati più volte in passato ma mai applicati – ricorda Pierluigi Bolla, presidente ed Ad di Valdo, che da solo produce 7 milioni di bottiglie di Prosecco – ad Asti era stata anche firmata un’intesa ma era saltata in pochi mesi. Qui ci siamo presi un impegno molto importante che darà benefici a tutti”. “Come aziende spumantistiche – aggiunge Bolla – l’intesa ci porta diritti ad un importante aumento di competitività, arma straordinaria per poter stare oggi su un mercato nel quale il successo del Prosecco a livello mondiale ha portato un po’ troppa gente a tentare di salire sul carro. Competitività vuol dire giocare al meglio la carta qualità e quindi mettere subito fuori gioco chi oggi in Europa imbottiglia un Prosecco che lascia più di un dubbio”. (IlSole24Ore)

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