Il Moscato di Scanzo ora diventa Docg…

Il Moscato di Scanzo diventa Docg, Accolto dal Comitato nazionale vini il passaggio da denominazione ad origine controllata a vino ad origine controllata e garantita per il moscato prodotto nel territorio del comune bergamasco di Scanzorosciate. La nuova I denominazione dovrà essere prodotta con il 100% di uve Moscato di Scanzo, avere una densità di impianti per ettaro non superiore a 3.300 ceppi, con una resa di 7 tonnellate per ettaro di uva e un titolo alcolometrico non inferiore a 12%. Sia la varietà “Scanzo” Docg o “Moscato di Scanzo” Docg per essere commercializzato deve avere precise caratteristiche, quali: il colore rosso rubino, più o meno intenso, che può tendere al cerasuolo con riflessi granati; l’odore delicato, intenso, persistente, caratteristica; il sapore dolce, gradevole, armonico, con leggero retrogusto di mandorla; il titolo alcolometrico volumico totale minimo del 17%, di cui almeno il 14% svolto con contenuto di zuccheri residui compreso fra i 50 e i 100 g/l; un’acidità totale minima di 4,5 g/l; un estratto non riduttore minimo 24 g/l. Per quanto riguarda la tipologia passito, viene fissato in 2 anni il periodo minimo di invecchiamento. Essa deve essere ottenuta con appassimento delle uve dopo la raccolta, in locali idonei (anche termo-idrocondizionati con ventilazione forzata) fino a raggiungere un tenore zuccherino di almeno 280 g/l, per un periodo non inferiore ai 21 giorni e, comunque, sino al raggiungimento del titolo zuccherino sopra riportato. La resa massima per questa tipologia dell’uva in vino è del 30%. Per la sua commercializzazione il termine iniziale è fissato a partire dal primo novembre del secondo anno dopo la vendemmia. Il confezionamento del vino dovrà essere in contenitori di vetro, chiusi con tappo di sughero, mentre le bottiglie dovranno essere di capienza non superiore ai 750 ml. (Italia Oggi)

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