Il Brunello riparte dal 2004 “E’ l’annata del secolo”

Il Brunello punta sull’annata del secolo per dimenticare l’annus horribilis. Dopo mesi in cui si è parlato molto, se non troppo, di cantine sotto sequestro e di disciplinari da cambiare, si torna finalmente a ragionare di vino. E che vino: infatti, stando ai giudizi degli esperti il Brunello 2004 è da considerarsi come la migliore delle annate del secolo in corso.

Il Brunello punta sull’annata del secolo per dimenticare l’annus horribilis. La comunità dei produttori del più prestigioso dei vini senesi si appresta a vivere la due giorni di 'Benvenuto Brunello' – apertura venerdì mattina con la presentazione del 2004 – con un animo più sgombro di preoccupazioni rispetto ai mesi scorsi. Il 2008 è stato segnato prima della grande tempesta dell’inchiesta giudiziaria – che è ormai alle battute finali, come si può leggere nel box a fondo pagina – poi dalla crisi dei mercati che sta minando le certezze di tutti, compresi gli esportatori di una delle più alte espressioni del Made in Italy.
Dopo mesi in cui si è parlato molto, se non troppo, di cantine sotto sequestro e di disciplinari da cambiare, si torna finalmente a ragionare di vino. E che vino: infatti, stando ai giudizi degli esperti il Brunello 2004 è da considerarsi come la migliore delle annate del secolo in corso. "Il secolo è appena iniziato – ammonisce sorridendo Patrizio Cencioni (nel tondo, sopra), presidente del consorzio dei produttori ilcinesi – e speriamo di averne altre di annate così. Comunque, sì, il 2004 è decisamente un vino molto interessante". Prova ne è il grande entusiasmo suscitato negli States dove il 2004 è stato presentato con qualche settimana di anticipo rispetto all’Italia. E si sa, gli americani sono, crisi o non crisi, fra i principali buyers di Brunello a livello mondiale. "C’è grande interesse ed entusiasmo per l’annata – osserva ancora Cencioni – Nonostante le difficoltà dei mercati, abbiamo avuto riscontri molto importanti, il che non può che renderci felici".
Dunque, non poteva esserci finale migliore per chiudere il periodo forse più nero della storia del vino il cinese.
"Uscire con una annata valida e senza dubbio dubbio il miglior modo per dimenticare le vicende dello scorso anno", sintetizza ancora Cencioni. Anche se oggi a minare le certezze dei produttori c’è la crisi dei mercati e le crescenti difficoltà soprattutto dei paesi occidentali. Motivo per cui anche il Brunello guarda alla Cina, al Far East e ai paesi emergenti dell’ex blocco sovietico. E non è neanche un caso se il 'Benvenuto' di quest’anno è stato, come dice Cencioni, 'rinforzato' sul fronte della promozione internazionale.
"Faremo molto incoming – spiega il presidente del Consorzio – e oltre al programma tradizionale ci saranno una serie di eventi mirati proprio ai nuovi mercati. La Cina, ad esempio, rappresenta un orizzonte di sicuro interesse, ma anche la Corea del Sud, tutti paesi dove il Made in Italy, soprattutto quello alimentare, continua a tirare". Insomma, l’aria che si respira a Montalcino sembrebbe tornata quella dei giorni migliori. La sensazione è che il peggio sia alle spalle e dopo tanto discutere, il Brunello possa tornare protagonista. A proposito di questo, vale la pena ricordare un grande protagonista del vino ilcinese e che da qualche mese non c’è più: Gianni Brunelli. Questo sarà il primo 'Benvenuto' senza di lui e siamo convinti che la sua mancanza sarà un cruccio al cuore per tutti.

(La Nazione)

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