I piaceri degli italiani: vincono cibo e amore

I piaceri degli italiani? Al primo posto ci sono amore e buon cibo, anche in tempi di crisi economica. A rivelarlo, Voiello, marchio premium della vera pasta italiana con una storia lunga più di 130 anni, nell'ambito della ricerca «Gli Italiani e i piaceri veri» realizzata da Gfk-Eurisko (campione di 1280 persone tra i 18 e 64 anni) che esplora il rapporto tra gli italiani e i piaceri, quelli che sopravvivono a tutto, anche ai periodi di crisi, per scoprire quali sono, come e con chi vengono vissuti. «Il piacere per gli italiani è un filo rosso che attraversa i cicli di vita e i differenti tipi italiani – afferma Giuseppe Minoia, presidente di Gfk Eurisko – il piacere, è da intendersi come
esperienza positiva emotivamente e culturalmente arricchente, è un valore cioè un convincimento durevole su ciò che è desiderabile per tutti». Per gli italiani è la pasta che trionfa tra i piaceri della tavola con il 47% di preferenza. (Cronache di Gusto)
Per americani e inglesi è l’aperitivo ideale…
Non soltanto gli americani, ma anche gli inglesi apprezzano le qualità del Prosecco come aperitivo e a tavola. Una vera caccia alla bottiglia si è scatenata nel cuore di Londra. Con una particolare predilezione per il formato magnum. “Nell’ultimo mese di aprile, in una ventina dei nostri locali, il consumo delle bollicine di Prosecco ha superato di gran lunga quello di Champagne”, ha dichiarato Patty Green, wine buyer della Kornicis Group, la società proprietaria e gestore, tra gli altri, delle catene Jamies Wine Bar e Henry J Beans Bar-ristorante, tutti posizionati in strade importanti del capoluogo inglese. “In un momento di crisi, proprio nel centro finanziario della City, in un clima dove le persone non vogliono necessariamente apparire stravaganti, le vendite dello champagne stanno diminuendo sensibilmente in favore delle bollicine trevigiane”, ha ribadito la portavoce. La nuova tendenza di vendita premia in particolare lo stile del Prosecco, prima ancora del prezzo che, tuttavia, ad alto livello non è necessariamente inferiore al costo dello Champagne. (Corriere Della Sera)

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